Lucchi: “Nella vittoria riflessioni serie sulle ragioni dell’altro”
“Sbagliato festeggiare, perchè rimarca la sconfitta dell’altro; Renzi? Ha una forza eccezionale, se la sfruttasse meglio sarebbe un grandissimo Presidente”
“Sbagliato festeggiare, perchè rimarca la sconfitta dell’altro; Renzi? Ha una forza eccezionale, se la sfruttasse meglio sarebbe un grandissimo Presidente“
“Nella mia vita politica le sconfitte sono notevolmente superiori alle vittorie e pertanto conosco bene lo stato d’animo dello sconfitto“, esordisce così il Sindaco di Berceto, Luigi Lucchi nel suo personale commento post referendario. Il primo cittadino non trova corretti gli insulti e le offese a chi ha perso. “Festeggiare – spiega – vuol dire rimarcare la sconfitta dell’altro. Partire, insomma, con il piede sbagliato per unire“.
Lucchi sostiene che proprio nella vittoria siano necessari il rispetto delle idee altrui e le riflessioni serie sulle ragioni dell’altro. “Ho avuto – continua – per mesi, terrore che vincesse, in questo referendum, il ‘Si’. La vittoria del ‘No’ è stata una grande soddisfazione, un respiro, profondo, di sollievo. La campagna referendaria, vissuta intensamente, mi ha portato a fare tante riflessioni“.
“Difficile comprendere perché debbono esserci tante e tante Leggi e si desideri farne altre. Servono poche Leggi e fatte bene. Fatte riflettendo, rendendole giuste e chiare. Leggi che tutti debbono comprendere e che debbono essere fatte rispettare“. Il Sindaco sottolinea quanto in questo momento sia importante introdurre nelle scuole l’insegnamento dell’educazione civica. “Siamo un Popolo ignorante e arriviamo a pensare, in buona fede, che se non funziona la politica la responsabilità sia della Costituzione. Le Costituzioni, se fatte bene, durano per sempre e debbono essere riconosciute da tutti“,afferma.
Già troppe le modifiche apportate, ieri l’Italia “è passata da un buco stretto“
“Contrariamente a quanto detto in una campagna elettorale mendace la Costituzione, purtroppo, è stata modificata molte volte. La più grave è la modifica del titolo V e l’obbligo del pareggio di bilancio. La riforma del titolo V ha dato un potere straordinario alle Regioni. L’obbligo del pareggio di bilancio crea povertà e degrado“.
Nella sua lunga lettera, Lucchi cita anche altre leggi che si sono rilevate incostituzionali. “Lordure“, così le definisce, come le leggi elettorali. Ma anche i patti europei. “I Governi, in pratica, da decenni, sono venduti ai poteri forti mondiali. Essi speculano e affamano i Popoli oltre a togliere diritti acquisiti a tutti“.
“L’Italia a mio avviso, ieri 4 dicembre, è passata, come si è soliti dire, da un buco stretto. Il Paese, a mio avviso, ha evitato di morire ma resta gravemente ammalato. Questa campagna referendaria, che ha molto diviso il Paese per gravi errori politici”
- La Costituzione non si modifica con la maggioranza
- La modifica della Costituzione deve essere iniziativa del Parlamento
“Una mia valutazione empirica è che il 35/40% di chi ha votato ‘No’ lo ha fatto unicamente, per difendere la Costituzione senza seguire nessuna indicazione politica. Un miracolo! Adesso servirebbe, per davvero, che questi cittadini non si chiudessero in casa, nel privato e diventassero, invece, parte attiva nella vita politica del Paese“.
Lucchi afferma: “Il Paese si cambia con la buona politica. La buona Politica la si ottiene ridando il potere al Popolo Sovrano e riacquistando la Sovranità dello Stato. Sovranità che la Costituzione, nonostante le manomissioni, difende ancora e ancora ritiene mortale perderla“.
Il 30 novembre, proprio nell’ottica di difendere l’Italia dal tubo capitalismo e dal liberismo sfrenato, a Berceto il Consiglio ha votato un documento. “Adesso – spiega Lucchi – imporranno un governo tecnico asservito alla Troika e al Fondo Monetario. Tutti coloro che hanno votato ‘No’ debbono impedirlo. Scendere in piazza. Farsi vedere e sentire. Coordinarsi. Al momento, infatti, non possiamo delegare nessuno a farlo. Questo a ben vedere è un nuovo 25 aprile. Usiamolo al meglio senza retorica“.
“Non ho scelto, con il mio ‘No’, le dimissioni di Renzi, ma a livello pratico ha fallito“
“A mio giudizio – continua – non vedo risultati pratici positivi. Le sue Leggi, a ben vedere, sono intervenute in settori che richiedevano e richiedono una modifica, un forte cambiamento. Ma a lato pratico erano pasticciate. Io dico volutamente pasticciate. Per arrivare a risultati opposti da quelli dichiarati“.
“So bene che a quei livelli politici nessuno è un incapace. Se sbagli tutto è perché vuoi sbagliare tutto. Hai interesse a sbagliare tutto. Lo scopo massimo era bloccare e svendere l’Italia. Uno scopo, ovviamente, non detto. A parole presentato per raggiungere l’obiettivo opposto: per far ripartire l’Italia com’è stato detto, ridetto e ripetuto milioni di volte“.
Poi, la conclusione sul Premier dimissionario: “Mi dispiace perché Renzi ha una forza eccezionale, è giovane, ha capacità notevoli. Se usasse le sue qualità per il bene dell’Italia sarebbe un grande, grandissimo, Presidente del Consiglio. Non lo è stato. Sono prevenuto e credo che le dimissioni sia stato costretto a darle, non per dignità, ma perché non è più utilizzabile, dai suoi mandanti. Vedremo se darà le dimissioni anche da segretario del PD“.

