Mark Bresciano: dalla Serie A con il Parma alla coltivazione (terapeutica) di marijuana
L’ex calciatore gialloblu ha parlato del suo nuovo lavoro ad un quotidiano australiano: “Investo nel…
L’ex calciatore gialloblu ha parlato del suo nuovo lavoro ad un quotidiano australiano: “Investo nel settore immobiliare e mi occupo di cannabis“
STORIE DI EX | In giallobu ha lasciato il segno per quattro lunghe stagioni. Acquistato nell’ultimo anno di gestione Tanzi, prima del crac Parmalat, Mark Bresciano è stato una colonna portante di una squadra che ha saputo puntare in alto nonostante il terremoto societario e l’amministrazione straordinaria. Ora, l’ex centrocampista offensivo australiano ha cambiato vita, dopo l’addio al calcio si è dedicato ad un’attività imprenditoriale letteralmente stupefacente: la coltivazione di marijuana.
Con la maglia gialloblu Mark ha disputato 145 partite ufficiali realizzando una ventina di reti, poi ha indossato le casacche del Palermo e della Lazio. L’addio al calcio invece lo ha dato nel 2015 dopo due stagioni in Arabia Saudita. Bresciano, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, si è dedicato all’attività imprenditoriale. E al quotidiano australiano Sbs spiega: “Il calcio non mi manca. Faccio investimenti nel settore immobiliare e mi occupo di coltivazione di marijuana. Sì, proprio così, mi sono messo in società con un amico, stiamo lavorando per arrivare a produrre entro un anno farmaci a base di cannabinoidi. Questo progetto mi dà lo stimolo per alzarmi tutti i giorni. Mi fa letteralmente godere”.
Il tifo per le sue ex squadre: “Ogni tanto le seguo tutte”
L’australiano non ha dimenticato tuttavia le squadre in cui ha militato. Empoli, Parma, Palermo e Lazio in Serie A. E ammette: “Continuo a tifare per queste squadre ma il fuso orario mi impedisce di guardare le partite. Però ogni tanto faccio delle eccezioni, per esempio per i play off di B del Palermo, ultimamente invece ho visto Parma-Juventus“. Bresciano non sembra quindi aver dimenticato i colori crociati e quando gli chiedono quale sia il calciatore più forte con cui abbia giocato non ha dubbi: “Purtroppo abbiamo giocato poco assieme ma dico Cannavaro. Fabio andava sempre a mille all’ora, si allenava con la stessa intensità con la quale avrebbe giocato una finale Mondiale“.

