Maurizio Martina incontra i sindacati di Parmalat: “Preoccupati per l’azienda”; richiesta l’azione del Governo: Orlando presenta un’interrogazione parlamentare
COLLECCHIO | Ieri anche il segretario uscente del Partito Democratico Maurizio Martina ha partecipato ad un incontro, nella sede del circolo Pd di Collecchio, con i sindacati di categoria, le Rsu e i rappresentanti delle istituzioni e del partito per affrontare il problema della riorganizzazione di Parmalat.
Da quando Lactalis, la società che ha acquistato Parmalat dopo il crac Tanzi, ha deciso di togliere le quotazioni in borsa dell’azienda collecchiese e ha informato i dipendenti della riorganizzazione territoriale, sono molti ad essere preoccupati per le sorti dei lavoratori e dell’azienda. I sindacati hanno convocato un tavolo già per il prossimo 1 febbraio, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, per valutare la possibilità di incontrare i vertici di Lactalis e proporre loro alcune soluzioni diverse dalla riorganizzazione. Non sono escluse, a seconda delle risposte che verranno date dall’azienda francese, anche manifestazioni dei dipendenti.
L’ex Ministro dell’agricoltura Martina: “Non possiamo permetterci di perdere Parmalat”
All’incontro con il segretario Maurizio Martina erano presenti anche il sindaco di Collecchio Paolo Bianchi e l’assessore regionale Simona Caselli. “Essere qui oggi è per me molto importante – ha esordito il segretario del Partito Democratico – perchè c’è da difendere l’esperienza produttiva di Parmalat. Perdere una forza come quella garantita dall’azienda in questo territorio e in chiave nazionale non è una cosa che possiamo permetterci“. Martina fa sapere che chiederà al Governo di intervenire alla prima occasione utile: “Sembra – conclude – che in questo momento dorma e questo non fa bene ne ai lavoratori ne all’impresa ne ai territori“.
Dal sindaco Paolo Bianchi arriva l’appoggio ai lavoratori e ai sindacati e la messa a disposizione, da parte dell’Amministrazione, per fare tutto quello che è necessario per salvare i posti di lavoro e tutelare i dipendenti. “Con gli accorpamenti di Lactalis – spiega Sergio Puelli delle Rsu di Parmalat – la struttura corporate di Parmalat non ha più senso di esistere e questo significa esuberi di molte persone. Un altro problema – conclude – è che non sappiamo dove sarà la sede di Lactalis Italia: Parmalat ormai, è solo un marchio non è più considerata come azienda“.
Interrogazioni presentate in Regione e in Parlamento
Nei prossimi giorni anche il deputato Andrea Orlando incontrerà i rappresentati dei sindacati di Parmalat per valutare le eventuali soluzioni per salvaguardare l’azienda e il lavoro di centinaia di dipendenti. Orlando ha già presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per capire quali iniziative ha intenzione di portare avanti in governo per tutelare il gruppo di Collecchio.
A preoccupare l’ex Ministro della Giustizia è il futuro di 1900 dipendenti italiani che potrebbero essere coinvolti nella riorganizzazione di Parmalat: sempre nell’interrogazione viene sottolineata l’esigenza di dimostrare concretamente – da parte del Governo – di voler difendere gli interessi nazionali mettendo in campo ogni azione utile non solo per conoscere le intenzioni di Lactalis ma anche per ottenere le necessarie garanzie per la tenuta occupazionale. Una seconda interrogazione è stata presentata anche dai consiglieri regionali Barbara Lori, Massimo Iotti e Alessandro Cardinali: “Siamo certi che la Regione farà la propria parte in attesa che anche il Governo si rimbocchi le maniche per evitare lo smantellamento“.
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