Massimo “Maxx” Rivara: la musica tra concretezza e sogno | INTERVISTA

Ospite di oggi de “Il golfo mistico off”, Massimo “Maxx” Rivara, leader degli Emotu. Nato tra le suggestioni nebbiose di San Secondo Parmense, ora vive in una casa studio a Basilicanova dove nascono sempre nuovi e interessanti viaggi musicali

Massimo “Maxx” Rivara racconta al Golfo Mistico Off la sua esperienza musicale: oggi è il leader degli Emotu, ma tutto iniziò con una “pianolina”

di Francesco Pavesi

GOLFO MISTICO OFF | Ospite di oggi de “Il golfo mistico off”, Massimo “Maxx” Rivara, leader degli Emotu. Nato tra le suggestioni nebbiose di San Secondo Parmense, ora vive in una casa studio a Basilicanova dove nascono sempre nuovi e interessanti viaggi musicali.


When everything started, ricordi il momento preciso in cui hai deciso di fare musica?

Avevo 7-8 anni. Ero con i miei genitori in centro a fare shopping e per caso finimmo in un negozio di strumenti musicali. Fu una folgorazione: mi innamorai perdutamente di quelle “pianoline” in bella mostra sugli scaffali del negozio; le sognavo di notte e i miei genitori, quel Natale me ne comprarono una. Iniziò tutto quel giorno, poi seguirono i corsi privati, il pianoforte, il conservatorio, il rock.

Quali sono i tuoi modelli nel campo musicale?

Ho sempre ammirato i visionari, quei musicisti in grado di vedere la musica già finita soltanto immaginandola, quelli che non si limitano allo strumento che suonano ma riescono a percepire l’opera nella loro interezza. Sono persone in grado di chiudersi in uno studio ed uscirne con un’idea concreta e finita. Di nomi ce ne sarebbero tanti ma se scegliere sicuramente Frank Zappa, Trent Reznor, Peter Gabriel, Paul Mc Cartney, Roger Waters, Brian Eno. E poi l’italiano Franco Battiato, ma anche Trevor Horn, George Martin Daniel Miller.

Come nasce il progetto Emotu?

Emotu nasce nel 2016 come nuova idea indie-wave basata dall’unione di diversi componenti già attivi su diverse scene musicali. In realtà già dal 2000 esisteva un progetto con lo stesso nome con all’attivo un paio di album distribuiti ed un singolo che finì in parecchie compilation: l’unico punto di convergenza fra i due progetti sono io, ma nella sostanza però si tratta di due storie differenti. Infatti, per un certo periodo ci impegnammo per scegliere un nome diverso da dare al nuovo progetto, ma alla fine tornavamo sempre su quello. E fu, ancora, Emotu.

Da compositore, qual è la prima sensazione che vuoi far provare all’ascoltatore di un vostro album?

Amo molto la ricerca e la cura del suono, così come quando scrivo il testo di una canzone mi piace sperimentare con il linguaggio. Mi piacerebbe far arrivare le emozioni che sento personalmente quando interpreto un concetto e lo condisco con quel suono: è una mia fissazione personale, ma ho sempre percepito il binomio testo+musica quasi come quello di un recitato+colonna sonora di un film. Mi piace usare, oltre all’ascolto, anche gli occhi: ecco perchè amo i videoclip.

Nato tra le suggestioni nebbiose di San Secondo Parmense, ora vive in una casa studio a Basilicanova dove nascono sempre nuovi e interessanti viaggi musicali.

Quali incontri professionali hanno segnato maggiormente la tua carriera?

Sicuramente il mio primo insegnante di musica, il Maestro Paolo Bologna. Poi l’insegnante di violino del conservatorio Gian Paolo Guatteri, il direttore d’orchestra Maestro Fabiano Monica. L’incontro che più ha segnato la mia esperienza musicale è stato quello con Karl Heinz Stockhausen al Teatro Valli di Reggio Emilia: riuscii a parlare con lui a lungo e non parlammo di lui, ma di me e dei miei progetti. Ricordo ancora che mi disse che il dono della creatività è una missione e non un mezzo per raggiungere obiettivi. 

Cosa ti piace ascoltare nel tempo libero?

Ascolto di tutto. Dalla musica sinfonica a Donald Fagen, dai Faith No More a Elvis, da Madonna ai Nine Inch Nails. Se devo fare una classifica con i cd e i vinili più usurati ci sono sicuramente quelli dei Tool, degli Ultravox e dei Japan.

La notte ha un sapore diverso a seconda della città in cui ci si trova, quale ricordi con maggiore emozione, musicalmente parlando?

La notte dell’ultimo nostro concerto estivo. Eravamo a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, per un bellissimo Indie festival. Abbiamo suonato sulle Bocche di Bonifacio, di fronte a noi le luci della Corsica e quelle delle navi. Poi ci sono altre mille notti cariche di fascino ed emozioni: l’apertura al Concerto dei Negramaro con la mia band dieci anni fa; il mio primo saggio corale alla Chiesa della Santissima Annunziata; il mio primo concerto rock a Parma in un Teatro Ducale stracolmo di persone. A pensarci, ancora mi emoziono. 

Presentaci i tuoi musicisti

Oltre a me, che suono i synth e canto, degli Emotu fanno parte Gennaro Splenito, chitarrista, backing vocals e synth; Daniele “Barny” Bagni, al basso e stick e Vittoria Pezzoni alla batteria: è la nostra quota rosa!

Quali i vostri prossimi impegni?

Abbiamo da poco finito di registrare il nostro album d’esordio. A breve uscirà il primo singolo con videoclip. Successivamente usciranno l’album ed altri 2 singoli con rispettivi videoclip. In programma ci sono poi alcuni live nel Nord Italia: inizieremo salendo sul palco del “Vinile” di Bassano del Grappa il 4 Novembre.

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