Prigionieri dello smog: la Pianura Padana fotografata dallo spazio | dal Mondo

Arrivano dalla Nasa le fotografie che ritraggono la Valle Padana avvolta da una coltre nebbiosa; i meteorologi confermano che si tratta di inquinamento

Arrivano dalla Nasa le fotografie che ritraggono la Valle Padana avvolta da una coltre nebbiosa; Parma presenta livelli di inquinamento sei volti maggiori rispetto al limite

PIANURA PADANA | Da una foto di Paolo Nespoli – astronauta italiano che il 28 luglio di quest’anno ha iniziato un missione nello spazio organizzata dall’Agenzia spaziali italiana in accordo con la Nasa per studiare gli effetti della microgravità sul corpo umano – si è scatenato tutto il tam tam. L’ormai noto astronauta ha postato ieri su twitter una fotografia chiedendosi: “La Pianura Padana qualche ora fa…Nebbia o smog?“. Il presentimento dell’italiano si è rivelato poi corretto: in questi giorni l’intera Valle Padana è letteralmente imprigionata da una coltre di smog. L’aria che respiriamo da Torino a Bologna è una bolla di inquinanti che ristagnano negli strati inferiori della pianura. È la stessa Nasa a riferirlo, insieme ad alcuni meteorologi di fama nazionale e internazionale.

Il fenomeno interessato è quello denominato caligine: si caratterizza per la presenza nell’aria di minuscole particelle solide, tra cui le sostanze inquinanti, che determina l’opacità dell’atmosfera e una ridotta visibilità. L’aria, infatti, non solo non è limpida, ma è proprio un concentrato di particelle inquinanti. Basti pensare che i livelli di Pm10 – le famose polveri sottili – risultano in tantissime città della Pianura ben al di sopra dei livelli massimi consentiti per la salute dell’uomo e diminuiranno solo con l’arrivo della pioggia o di una fase atmosferica maggiormente ventilata.


Particolato: livelli altissimi! Parma segna valori di 155 unità: superata di gran lunga la soglia massima di 25 unità

Particolarmente allarmanti sono i dati dei livelli di PM 2.5 – si tratta del particolato, l’inquinante più pericoloso presente in atmosfera – che in tantissime aree urbana della Valle Padana stanno superando di sei o sette volte i livelli massimi consentiti. Parma, ad esempio, presenta un valore di 155 μg/m³, nonostante il valore limite sia di 25 μg/m³. I dati non mentono, respiriamo aria inquinata con valori molto più alti di quanto il nostro corpo possa tollerare. Tuttavia, l’emergenza maltempo che sta interessando quest’area molto vasta non ha cause naturali: la responsabilità è del tutto umana, perché le sostanza che aleggiano sulle nostre teste derivano da emissioni di motori a combustione, aree industriali, riscaldamenti urbani, da lavorazioni meccaniche e agricole e dall’usura del manto stradale.

È una piaga peggiore del maltempo naturale – anche dei fenomeni più intensi – perché non è possibile sfuggirvi in alcun modo, essendo particelle talmente piccole da essere invisibili all’occhio umano. In più sono nell’atmosfera, per cui non è nemmeno possibile trovare riparo da simili effetti inquinanti. Non si può far altro che sperare che arrivi la pioggia e abbatta in qualche modo le cosiddette polveri sottili. Il metro in questo senso sembra rassicurare, domenica 22 sono previsti intensi rovesci temporaleschi. 

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