Misteri di Parma: i “Salti del Diavolo”, leggendarie formazioni rocciose

di Martina Mugnaini Nella media Val Baganza, in mezzo ai boschi che circondano i comuni…

di Martina Mugnaini

Nella media Val Baganza, in mezzo ai boschi che circondano i comuni di Terenzo e Calestano, sorgono delle rocce alquanto insolite: alcune assomigliano a delle guglie dalle strane forme, altre sembrano delle sottili pareti di roccia, ma tutte hanno la particolarità di ergersi improvvisamente dal terreno, spiccando in modo evidente sulle dolci colline circostanti e susseguendosi quasi come fossero Piramidi o menhir preistorici. Queste strane formazioni rocciose vengono chiamate “Salti del Diavolo” ed hanno una misteriosa storia alle spalle.


La leggenda narra infatti che queste rocce siano state create dal Diavolo in persona: egli aveva provato ad indurre in tentazione un eremita del luogo attraverso cibo, vino e persino una bellissima fanciulla; tuttavia il religioso, resistendo alle tentazioni, estrasse una piccola croce che usò per mettere in fuga Lucifero. Si dice che gli speroni di roccia si sarebbero dunque formati in seguito ai passi del Diavolo e che, durante la sua fuga precipitosa, egli addirittura graffiò la roccia – sarebbe questa la causa dei lunghi solchi che caratterizzano alcune delle rocce -.

Il mistero dei Salti del Diavolo sta appunto nella loro origine: come si sono formate queste rocce tanto diverse dai dolci pendii dell’Appennino parmense? La loro estensione va dal Monferrato all’Appennino modenese ma è nella media Val Baganza che troviamo la sua manifestazione più spettacolare, soprattutto in prossimità di centri abitati di Chiastre, Cassio, Ravarano e sul monte Cassio. I geologi affermano che si tratta di rocce sedimentarie e la loro formazione, dovuta ad un’enorme frana sottomarina di ciottoli e sabbia, è di epoca cretacica – 80 milioni di anni fa -. L’antichissima presenza di un mare che ricopriva il nostro territorio è testimoniata anche da un altro fenomeno geologico molto interessante: il Flysch di monte Cassio, ossia una parete della montagna in cui sono visibili i molteplici strati di cui è tipicamente composta la roccia sedimentaria.

Nel caso dei Salti del Diavolo leggenda, religione e società si fondono con la storia naturale. Queste rocce affiorano infatti lungo la cosiddetta Via degli Scalpellini, un percorso tra i boschi che portava gli scalpellini della zona fino alla base delle guglie rocciose, da cui prelevavano poi il materiale, resistente ma malleabile, con cui realizzavano i loro lavori. Questo sito geologico si trova inoltre vicino alla Via Francigena, la strada medievale utilizzata dai pellegrini e dai fedeli per recarsi a Roma, ed è dunque un luogo di grande interesse storico e religioso, oltre che naturale. Tutt’oggi vengono organizzate numerose escursioni per ammirare i Salti del Diavolo, le cui manifestazioni più famose sono la roccia del pinguino, il dente del gigante e le teste di squalo. Si tratta, probabilmente, di uno dei fenomeni naturali più strani e misteriosi presenti sul nostro territorio.

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