Mobilità sostenibile a Parma, FIAB: “Piste ciclabili a mosaico”

di Chiara Corradi e Grazia Cutrero Dopo gli speciali sul Cobianchi, continuiamo a “punzecchiare” i…

di Chiara Corradi e Grazia Cutrero

Dopo gli speciali sul Cobianchi, continuiamo a “punzecchiare” i candidati sindaco con tematiche che per Parma rivestono un ruolo importante e che meriterebbero di essere trattate all’interno delle campagne elettorali. Oggi parliamo di mobilità sostenibile, con particolare riferimento alla mobilità ciclistica in cui l’attuale amministrazione ha investito diversi milioni di euro per realizzare piste ciclabili, ma anche velostazioni e postazioni di bike sharing. Una scelta, senza dubbio, in linea anche con i progetti europei e con un nuovo concetto di mobilità che si sta diffondendo anche nelle grandi città. Ciò che ci siamo domandati, ascoltando anche i tanti cittadini che le usano ogni giorno, è se siano funzionali ma sopratutto se siamo sicure.


Per farlo abbiamo coinvolto Bicinsieme che rappresenta a Parma la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) e che ha come scopo la promozione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano per migliorare il traffico e l’ambiente urbano e per la pratica dell’escursionismo in bicicletta, come forma di turismo particolarmente rispettoso dell’ambiente. Con il presidente Andrea Mozzarelli abbiamo parlato dei problemi della mobilità ciclabile a Parma, cercando anche di capire come possano essere risolti.

Può farci un quadro generale dei problemi delle piste ciclabili?

A Parma sono presenti molte piste ciclabili, ma la stragrande maggioranza è di fatto abbastanza problematica: sono discontinue, ci sono attraversamenti pericolosi, alcuni sono solo pedonali e quindi obbligano il ciclista a scendere dalla bicicletta. L’idea della pista ciclabile c’è, però si scontra con tutta una serie di problematiche. Ad esempio è stata creata una pista ciclabile nuova, molto bella, che però finisce da una parte su un semaforo, e uno non sa più dove andare, dall’altra su un marciapiede e anche lì è un semaforo. Questa pista ciclabile dovrebbe essere un pezzo di quella che unisce la stazione al campus universitario; quindi dovrebbe essere una pista ciclabile continua. Quindi esistono tanti pezzettini, ma non è ancora stato pensato nell’ottica del far viaggiare i ciclisti in assoluta sicurezza. E questo vale in qualunque punto della città. 

Quali sono le vostre soluzioni per metterle in sicurezza?

Noi siamo contro le piste ciclabili sui marciapiedi. I marciapiedi sono dei pedoni e non dei ciclisti. Quello che si dovrebbe fare sono corsie ciclabili mono direzionali su tutte le strade che lo permettono. Queste sono previste dal codice della strada dall’anno scorso, e sono semplicemente delle strisce fatte sull’asfalto, che possono essere invase momentaneamente dalle auto. Da quando la bicicletta è nata è stata sulla strada, è un mezzo di trasporto. In quanto tale deve sempre essere ben visibili da parte degli automobilisti. Questo dovrebbe essere accompagnato da un rallentamento generalizzato della velocità sulla città, 30 km all’ora. L’idea è quella della condivisione pacifica della strada tra tutti gli utenti. 

Il ciclista che accortezze può prendere per essere più al sicuro?

Il ciclista in quanto tale deve stare attento. Quando attraversa deve sempre cercare di incrociare gli occhi dell’automobilista in maniera di essere sicuro che questo lo abbia visto. Sopratutto di sera deve essere ben illuminato. Noi consigliamo di mettere anche il casco, per protezione individuale.

Come si può rendere Parma a misura di bici?

Bisogna agire su tre livelli. Il primo livello è la protezione individuale, quindi per ogni fascia di prezzo della bicicletta ci deve essere uno strumento idoneo per la sua protezione. Secondo livello: le infrastrutture. Le rastrelliere devono permettere di agganciare il telaio e non solo le ruote. Terzo: creare dei depositi per le biciclette. Noi abbiamo sempre chiesto la realizzazione di depositi custoditi diffusi in città. Abbiamo lanciato l’idea dei negozi sfitti. Se mettessimo un sistema elettronico di apertura della porta con la telecamera potremmo risolvere un problema. 

Pensate che con l’alzamento dei prezzi della benzina i numero di persone che vanno in bici aumenterà?

Dagli anni del bonus e della pandemia la bicicletta diventa sempre più centrale negli spostamenti, perchè non si entra in contatto con gli altri su un autobus. Il caro benzina chiaramente può spingere delle persone a usare la bicicletta. La sfida per i comuni è quella di realizzare infrastrutture che permettono gli spostamenti veloci e sicuri.

Che progetti portate avanti con Fiab?

Noi andiamo nelle scuole, parliamo circa a 3000 studenti, come FIAB e insegniamo ad usare e a saper andar in bicicletta, parlando di tutti i vantaggi che questa comporta. Cerchiamo di fare cultura. Organizziamo anche pedalate per far capire che con la bicicletta si possono vedere anche dei luoghi distanti 30 e 40 km da Parma, senza nessun problema. 

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