Montagnaterapia, continua la collaborazione tra AUSL e CAI di Parma
Oggi, con la sottoscrizione del protocollo di intesa tra l’Azienda USL e il CAI – Centro Alpino Italiano – sezione di Parma, si consolida il progetto aziendale di montagnaterapia. Già attivo da tre anni a livello dipartimentale, ma già dal 2010 nel Distretto di Fidenza, il progetto ora proseguirà con una durata triennale (2016-2018), in coerenza con gli obiettivi e le azioni delineate dal Piano Regionale per la Prevenzione 2016-2018. Tra le novità della nuova intesa, l’avvio dell’iniziativa “Rifugio Solidale” al Rifugio Mariotti (lago Santo) e nuove attività da svolgere in montagna oltre all’escursionismo.
Il progetto di montagnaterapia è reso possibile grazie alla collaborazione tra gli operatori dei servizi sanitari – in particolare i Centri di Salute Mentale e il Sert – e i volontari del CAI.
Il progetto si svolge in ambiente montano lungo tutto l’arco dell’anno, con attività che vanno dall’escursionismo più semplice ad attività a più alta complessità (arrampicata, ferrate, ciaspole), prevedendo sia uscite giornaliere, sia attività di più giorni con pernottamenti in rifugio o in tenda. Oltre alle mete classiche sul nostro Appennino, il progetto si estende alle Prealpi, alle Dolomiti, alle Alpi, senza dimenticare mete escursionistiche “mare-monti”, sempre molto apprezzate dai partecipanti.
Sono ormai una trentina gli utenti coinvolti stabilmente nel progetto, con una particolare attenzione alla fascia dei giovani e giovani-adulti e circa altrettanti i volontari del CAI che partecipano alle iniziative (in media sei volontari sono presenti per ciascuna uscita).
Tra le novità del triennio 2016-2018, oltre alla ripresa del percorso di formazione per i volontari svolto da specialisti dell’AUSL, si ricordano le uscite in grotta, i percorsi in mountain bike e il rafting, oltre a momenti di studio e di confronto con altri gruppi a livello nazionale e l’iniziativa “Rifugio Solidale” al Rifugio Mariotti (lago Santo). Con quest’ultimo progetto l’intento è quello di offrire ad alcuni utenti dei servizi coinvolti l’opportunità di sperimentarsi in un concreto contesto lavorativo di montagna, operando per un week-end a fianco del gestore Marcello Montagna (da sempre sensibile e attento alla montagnaterapia) e dei suoi collaboratori, in vista di possibili, future esperienze di inserimento lavorativo più strutturate.
Da segnalare infine come lo stesso CAI a livello nazionale, in una sua recentissima determinazione, abbia ribadito l’importanza della montagnaterapia inserendola a pieno titolo tra le sue attività istituzionali, a conferma della ricchezza e delle potenzialità che un tale approccio può portare anche al mondo degli appassionati della montagna.
La sottoscrizione di un nuovo accordo di durata più ampia è dunque un’importante conferma del valore di un progetto che coniuga la fruizione dell’ambiente naturale montano con precisi percorsi di riabilitazione e inserimento sociale, rivolto in particolare agli utenti dei servizi del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma. In particolare, per chi soffre di disagio psichico vivere esperienze in montagna consente di “sentire” in modo più naturale gli stimoli elementari, legati all’attività psico-fisica in un ambiente naturale.
Le sensazioni provenienti dall’ambiente montano e i rimandi che vengono dal corpo in movimento, come dimostrano le evidenze della letteratura scientifica, diventano un potente stimolo di riorganizzazione cognitiva e affettiva della persona. Inoltre, l’attività in montagna incentiva la cooperazione e la responsabilizzazione, favorisce una relazione interpersonale più autentica e diretta e tende ad eliminare le forme consuete di gerarchia, quale quella del rapporto medico-paziente.
L’esperienza di montagnaterapia ha raccolto negli anni il positivo riscontro degli utenti e dei loro familiari, rivelandosi un concreto strumento di superamento delle situazioni istituzionali e delle condizioni di emarginazione, promuovendo l’autonomia del singolo e favorendo l’attivazione di opportunità di reinserimento sociale e lavorativo.
Si è rivelato inoltre una concreta opportunità di coinvolgimento attivo del territorio e dell’associazionismo nelle politiche di promozione della salute e di inclusione sociale del DAI-SMDP.
Ufficio stampa AUSL di Parma
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