Il Pallavicino, un castello dalle origini oscure

La storia del Castello Pallavicino, a Varano de’ Melegari, è costituita da intrighi e misteri. Questo edificio, oltre ad essere tra i più originali di tutto il parmense, ha origini oscure […]

Il Pallavicino, un castello dalle origini oscureIl Pallavicino, un castello dalle origini oscure

La storia del Castello Pallavicino, a Varano de’ Melegari, è costituita da intrighi e misteri. Questo edificio, oltre ad essere tra i più originali di tutto il parmense, ha origini oscure e diverse leggende che lo circondano.


Le cronache che si occupano della nostra provincia menzionano raramente questo edificio e quando accade le versioni sono fra loro discordanti, sia nella collocazione storica sia nella citazione delle fonti, che in alcuni documenti mancano completamente. Quello che colpisce di più è l’accenno alla data di fondazione, secondo l’Historia Pallavicina il primo fortilizio risale al 1029 d.C., mentre secondo la storia del Dall’Aglio il castello fu fatto costruire nel 1208 d.C. In questo contesto sembra impossibile districarsi nei meandri delle fonti storiche, dunque meglio affidarsi alle certezze.

Nel 1297 il Castello di Varano apparteneva sicuramente alla famiglia dei Pallavicino, ne si è certi poiché compare in un elenco di castelli da distruggere e da non ricostruire mai più, lo Statuto era stato emanato dal Comune di Parma – di fede guelfa (a sostegno della Chiesa) – per punire tutte le fazioni ghibelline della zona (a sostegno dell’Imperatore). Nell’elenco a fargli compagnia erano compresi i castelli di: Montesalso, Visiano, Serravalle, Grecio, Roccalanzona, Costamezzana, Banzola. Ma anche questo episodio rimane avvolto dalla patina del tempo, le fonti non ci permettono di “vedere” al di là delle incertezze, sappiamo solo che il castello non venne mai abbattuto, contrariamente a quanto successe agli altri castelli, quasi tutti demoliti nell’arco di breve tempo.

Nel 1440 la proprietà del feudo era passata dalla famiglia Terzi ai Duchi di Milano, i Visconti. Proprio in questo periodo ci fu uno degli episodi più intriganti che riguarda il Castello di Varano, era il 1442 quando venne catturato con un escamotage Annibale Bentivoglio, un avversario politico dei Visconti in Bologna, il quale fu rinchiuso nelle segrete del castello. I Bolognesi, stanchi delle vessazioni dei Visconti, decisero di inviare cinque concittadini per far evadere Annibale. Questi giunti a Varano, costruirono un ponte di corde agganciato ad un raffio e penetrati all’interno del castello uccisero le guardie, liberarono il Bentivoglio e presero come ostaggio il castellano. La fuga non risparmiò però la vita ad Annibale, che morì sotto i colpi di alcuni sicari milanesi nel 1445.

I Visconti ebbero sicuramente il merito di migliorare l’edificio, dotandolo di fortificazioni più adatte alle attività belliche del tempo, ma non ne mantennero per molto la proprietà, venne infatti ceduto nel 1480 a Francesco Pallavicino, signore di Solignano, dietro un compenso di 785 ducati. Le ultime avventure della fortezza risalgono al 1550, quando Gian Francesco Pallavicino fu ucciso da una banda armata mentre andava a messa, questi erano alla ricerca di un tesoro e non trovandolo lo depredarono di tutti i suoi averi; solamente un anno dopo, nelle cosiddette “guerre di Parma”, il castello fu espugnato dalle truppe della famiglia Rossi che ne presero momentaneamente il controllo. Lo Stato Pallavicino impiegò poco a recuperare i propri possedimenti e solo la soppressione dei diritti feudali del 1805 ne determinò la definitiva espropriazione.

Il Castello Pallavicino venne acquistato così dai Levacher, una nobile famiglia parmigiana che possedeva terreni e ville a Noceto, mantenendone la proprietà fino al 1965, anno in cui si spense l’ultima erede Valentina Levacher. Venduto all’asta nel 1965 la fortificazione passò alla famiglia Tanzi per 17 milioni di lire ed infine ne divenne proprietario il Comune di Varano de’ Melegari nel 2001, che ne affidò in seguoito la gestione alla cooperativa sociale Lasse.

Le leggende: Si narra che all’interno del castello via sia un pozzo di cui i Levacher non volessero far sapere l’esistenza; questo venne fatto ispezionare da un elettricista e da un uomo di Serravalle che non dovevano assolutamente rivelare lo scopo della spedizione. Ma in paese raccontarono la verità, dovevano trovare un vitello d’oro massiccio, probabilmente lo stesso che anche i briganti del 1550 avevano cercato. Nel 2013 dopo alcune misurazioni sperimentali che avevano evidenziato delle anomalie, una sensitiva disse di sentire la presenza di una giovane vestita di bianco, chiamata Beatrice. Gli studiosi la identificarono come la marchesa Beatrice Pallavicino, morta improvvisamente nel 1683 all’età di 21 anni.

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