Arbusti e rami di piante intorno e davanti alla Fontana del Trianon: il gioiello del Parco Ducale nascosto per la mancanza di pulizia

I turisti che in questi mesi visitano il Parco Ducale, gioiello farnesiano della nostra città, e i parmigiani che vi cercano un po’ di ombra e refrigerio faranno un po’ fatica a vedere la Fontana del Trianon. Sicuramente presente su tutte le guide turistiche, nella sua grande bellezza, la Fontana è da alcuni mesi ricoperta di piante ed arbusti che non ne permettono la visuale. Tra un ramo e un altro si scorgono pezzi della sua bellezza, ma ammirarla in modo integrale è davvero impossibile. La speranza è che chi di dovere si muova quanto prima per renderla visibile e per permettere a tutti – turisti e non – di ammirarla nel suo splendore. Parma Capitale della Cultura è anche prendersi cura della propria città.

Qualche cenno storico sulla Fontana

Fu realizzata tra il 1712 e il 1719 per il Giardino della Reggia di Colorno su richiesta del duca Francesco Farnese che incaricò del progetto l’architetto e scultore Giuliano Mozzani. La fontana è ispirata al Grande Trianon di Versailles, costruito nel 1703.

In seguito ai parziali danneggiamenti subiti nel 1882 da parte dei pazienti dell’ospedale psichiatrico, la fontana fu smantellata e dieci statue furono alienate. Rimasta per alcuni anni in magazzino, fu ricomposta nel 1889 dallo scultore Giovanni Chierici ed inizialmente collocata a Parma di fronte al Teatro Reinach. Nel 1920, in occasione del riordino generale del Parco Ducale da parte dello scenografo Giuseppe Carmignani, la fontana fu spostata sull’isolotto al centro della peschiera. Nel 1996 fu interamente restaurata su finanziamento della Fondazione Cariparma.

La fontana, inquadrata scenograficamente da ampie volute, si innalza su tre alti ripiani in marmo di Carrara con inserti in marmo verde, su cui si sviluppano le cascatelle. In sommità è collocata una grande conchiglia, ai cui lati sono poste due statue marmoree in posizione semicoricata, che allegoricamente rappresentano il fiume Taro ed il torrente Parma.I ripiani intermedi erano in origine arricchiti da altre dieci statue, vendute nel 1882 in seguito allo smantellamento della fontana, che rappresentavano le allegorie delle Quattro stagioni, quattro Naiadi ed infine le personificazioni della Pittura e della Scultura.

© riproduzione riservata