Parma Capitale della Cultura: Pizzarotti attacca gli “highlander della polemica”
Il Sindaco di Parma invita “professionisti del no” e “lamentoni di professione” a non vedere…
Il Sindaco di Parma invita “professionisti del no” e “lamentoni di professione” a non vedere sempre e costantemente il brutto e il negativo, soprattutto nelle situazioni favorevoli
PARMA | La designazione di Parma a Capitale italiana della Cultura 2020 ha permesso al primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti, di togliersi qualche sassolino dalla scarpa contro gli “highlander della polemica”, che a suo dire sarebbero sempre pronti a criticare e a lamentarsi “fino a tarda sera, sempre e a prescindere“.
La vittoria politica è indubbia. Parma porta a casa una grande risultato: rappresentare l’azione culturale e turistica italiana nel 2020, scavalcando realtà come Agrigento, Macerata e Reggio Emilia, è un risultato eccezionale che può portare grandi benefici alla città. Ne è ben conscio il Sindaco Pizzarotti, che ha voluto sottolineare l’eccezionalità dell’impresa lanciando un messaggio preciso a tutti i parmigiani: “Da oggi abbiamo tutti una grande responsabilità. Tutti. Io per primo: ho il dovere di parlare alla città di sogni realizzabili, di idee e desideri nel cassetto che con l’energia di tutti possono diventare concreti. Ho ancora, e forse più di prima, la passione e la voglia di dire: questa città non ha raggiunto nessun traguardo, ha appena iniziato la sua grande marcia. Un cammino da protagonista in Italia e in Europa“.
Tuttavia, ciò che Pizzarotti non sembra aver digerito, sono le critiche che immancabilmente arrivano ad ogni decisione presa da parte di quella che definisce “una piccola minoranza di highlander della polemica che la mattina si sveglia e trova comunque il modo di lamentarsi fino a tarda sera, sempre e a prescindere. Parma è nel degrado, Parma fa schifo, Parma qui è là. Credo sia una pratica del tutto italica, quella di piangersi addosso“. Argomentazione che per il Sindaco non esclude la possibilità di parlare degli aspetti negativi della città o di ciò che non funziona, operazione che si dovrebbe però fare “senza piangersi addosso, perché la negatività non porta mai a nulla“. Proprio per questo il primo cittadino parmigiano parla di senso di responsabilità che coinvolgerebbe tutti, cittadini, stampa locale e Amministrazione.
“A risollevare l’Italia saranno i sindaci e le loro città, perché è qui che sviluppiamo idee smart per il Paese. È qui che per primi realizziamo politiche per i diritti delle persone, è qui che coltiviamo progetti per l’ambiente, per il Welfare e per la scuola. È qui, nelle città, che parliamo di integrazione e di Europa, di qualità della vita, di sviluppo economico e di tutela delle nostre piccole e medie imprese. Sono le città con i loro sindaci il primo avamposto democratico dell’Italia. Valorizziamo le città e valorizzeremo il Paese, perché se le nostre città sono più belle lo diventa anche l’Italia“, queste le parole conclusive di Federico Pizzarotti, in piena assonanza con il proprio ruolo di coordinatore nazionale del neonato movimento dei sindaci, L’Italia in Comune.

