In attesa di capire la decisione definitiva che verrà presa riguardo la proroga di Parma Capitale della Cultura 2020di cui vi abbiamo già parlato qui -, la situazione del turismo locale, in seguito al lockdown e al conseguente annullamento di ogni tipo di evento, è sempre più difficile e complicata. Per avere un resoconto del momento di crisi che sta inevitabilmente attraversando questo settore e per farci un’idea di come quest’ultimo potrà ripartire, abbiamo chiesto al presidente della FederAlberghi, aderente Ascom, Emio Incerti e alla guida turistica Giulia Marinelli, membro del sindacato neocostituito FederAgit, di farci una panoramica sulle situazioni dei loro rispettivi ambiti, provando a capire quanto effettivamente questa situazione di emergenza abbia impattato sull’attività turistica parmense.

La situazione alberghiera; Incerti: “Ipotizziamo una ripresa lentissima, ci aspettiamo aiuti e incentivi”

“Il settore alberghiero è andato in difficoltà fin dai primi giorni di febbraio, quando il mercato dei tour operator asiatici, in modo particolare cinesi, ha chiuso tutto il turismo verso l’Italia. Successivamente, quando c’è stato il blocco della movimentazione delle persone, soprattutto per una città come Parma che ha molta clientela di affari, si è arrestato, spiega il presidente di FederAlberghi Emio Incerti, il quale ha parlato anche degli effetti che Parma 2020 stava cominciando a portare e che, sostanzialmente: “Si sono azzerati.

Il Presidente ha continuato parlando del danno economico che l’emergenza ha portato: Il 90% delle strutture alberghiere di Parma sono chiuse e quelle che sono rimaste aperte lavorano per dare un servizio a qualcuno che si è fondamentalmente trovato obbligato a rimanere a Parma per motivi di lavoro o per necessità varie, ma parliamo di una perdita di fatturato del 90%. Parliamo di alberghi con ad esempio 100 camere e con al massimo 6 camere vendute. Da una stima effettuata in associazione avevamo calcolato che fra Parma città e comuni limitrofi c’era un danno, nei momenti di massima affluenza come possono essere marzo e aprile che sono mesi di Fiere, mesi di convegni e turismo, sull’ordine dei 300.000 euro al giorno.”

Per quanto riguarda la Fase 2, Incerti sottolinea che al centro di questo periodo debba essere messa la sicurezza: sia per i clienti, sia per i dipendenti. Evidenzia poi, l’importanza di chiarire, soprattutto dal punto di vista giuristico, la questione della responsabilità: “Quello che noi vogliamo assolutamente è che in un albergo, dove in teoria girano tante persone, non ci sia alcun tipo di responsabilità nel momento in cui noi andremo ad adottare protocolli fissati dal Governo insieme alle varie associazioni di categoria. Questo è innanzitutto il primo problema perché chi è rimasto aperto ha lavorato con questo rischio, ovvero quello di avere poi delle responsabilità”.

Il Presidente si è poi espresso anche sui tempi con i quali avverrà il rilancio del turismo: “Noi prevediamo che il momento della ripresa senz’altro sarà lentissimo. Probabilmente, prima dell’estate, verso giugno/luglio, qualche cosa potrebbe muoversi in funzione di apertura di cantieri e apertura di aziende, ma solo una piccola parte di quello che è il mondo business. Però, non essendoci nessun tipo di turismo straniero, dato che il periodo migliore per il turismo straniero è quello primaverile/estivo, noi avremo di sicuro un crollo ulteriore di presenze, quasi ad azzerarsi ancora, quest’estate. Già normalmente a Parma in luglio/agosto c’è poca gente, immaginiamo in un momento di questo tipo“.

Inoltre, Incerti, pone l’accento sugli aiuti e gli incentivi che dovranno essere destinati al settore turistico, sicuramente uno dei settori più colpiti – se non addirittura il più colpito – da questa situazione: “Un albergo ogni giorno perde quello che poteva vendere, senza la possibilità di rivenderlo il giorno seguente. Tutto il fatturato perso ogni giorno è abbandonato. Di conseguenza, aiuti importanti nel nostro settore dovranno essere pensati e dati. Innanzitutto deve proseguire la Cassa Integrazione per i dipendenti, fino, perlomeno, al termine dell’estate. Successivamente vanno pensati dei contributi da dare alle imprese, visto il crollo del fatturato che c’è stato. Contributi che devono essere garantiti anche per chi è in affitto e deve, giustamente, rispettare i contratti“. Il Presidente di FederAlberghi ha anche parlato dei contatti in corso con l’Amministrazione Comunale per l’azzeramento delle imposte.

Sulla questione dei voucher per i viaggi Incerti ha precisato: “Potrebbe essere un sostegno, non lo vedo tuttavia così fondamentale per una città d’arte come Parma dato che in agosto quasi nessuno viene a fare 4 giorni qui, sarà più utile in località turistiche marine o montane però è sicuramente un aiuto che ci può stare“. Il Presidente ha poi illustrato la collaborazione tra Alberghi e Comune per attuare una serie di iniziative mirate a far apparire Parma come una città sicura dal punto di vista sanitario e di altri progetti finalizzati a rilanciare subito Parma Capitale della Cultura 2020-2021. In chiusura, ha voluto far presente quali sono le idee e le proposte di FederAlberghi per cominciare la ripresa del turismo locale: “Noi crediamo che lavorare sulla convegnistica, tenendo conto di tutte le problematiche di assembramento attuali e attuando tutte le misure di sicurezza necessarie, potrebbe essere un volano per far sì che vengano a Parma più presenze. Oltre ai prodotti eno-gastronomici che fanno sì che la destinazione diventi una buona meta turistica come food valley.”

La testimonianza della guida turistica Marinelli: “Al momento è tutto fermo, non sappiamo come si potrà ripartire”

Essere Capitale della Cultura per noi ha voluto dire un inverno parecchio impegnativo perché le richieste erano veramente numerose. Parliamo di tante ore al computer e di lavoro per mandare informazioni e mandare programmi per poi avere un arresto totale, perché dalla Prefettura già a fine febbraio a noi era stato detto che non si poteva più lavorare se non con più di due persone”, spiega la guida turistica, membro del sindacato FederAgit Giulia Marinelli, aggiungendo che: “Noi nel turismo non recuperiamo niente. Per noi questa sarebbe alta stagione ma tutto il lavoro è perso.”

Riguardo ad una previsione su come potranno essere le visite guidate dopo l’emergenza, conciliando sicurezza e lavoro c’è ancora molta incertezza: “Non lo sappiamo, stiamo cercando di capire ma i tavoli tecnici per quanto riguarda il nostro settore, per quanto ne so, non sono ancora partiti. Stiamo provando a comprendere con quante persone sarà possibile lavorare e come saranno le modalità d’accesso ai vari siti. Esiste una serie di problematiche che non dipendono direttamente da noi, quindi bisognerà organizzarsi con degli strumenti che al momento non sappiamo esattamente cosa potranno essere.” Giulia Marinelli poi sottolinea l’importanza che dovrà essere dedicata alla sicurezza per garantire l’incolumità ai visitatori e alle guide.

Anche su eventuali iniziative per il rilancio del turismo la situazione è al momento bloccata: “Per il momento è tutto fermo perché non sapendo come si potrà ripartire è molto difficile per noi anche organizzare delle azioni. Speriamo – continua la guida – di avere qualche informazione a breve in modo da poterci organizzare per il futuro“. In chiusura, Marinelli ha parlato dei tempi con i quali potrà avvenire un’eventuale ripresa: “Non pensiamo che sia immediata. Si parla di una ripartenza con un turismo di vicinanza più che altro, quindi saranno persone che verranno dalle regioni vicine. Sarà un processo lento che all’inizio andrà per piccoli numeri; io per esempio lavoro molto con gli stranieri ma il turismo straniero ricomincerà, secondo me, tra parecchio tempo”, ha concluso.

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