La patata di Rusino? Patrimonio della biodiversità parmense
Alla scoperta della patata rossa di Rusino, prodotto che negli anni ha rischiato di scomparire…
Alla scoperta della patata rossa di Rusino, prodotto che negli anni ha rischiato di scomparire schiacciato da globalizzazione e abbandono delle colture
@LucaConti
Rusino è una piccola frazione del comune di Tizzano val Parma che sorge a circa 1000 metri sul livello del mare. Il paese dista circa un’ora da Parma passando per la Provinciale 665. È un abitato che conta circa una quarantina di case alle pendici del Monte Fuso, tutte costruite in pietra locale.
La frazione è caratterizzata da un’antica torre voluta da Ottobuono De Terzi. Un presidio sulla Val Parma e sulla vicina Val d’Enza. Nel corso del 1500 è passato sotto il controllo dei Rossi. Nel XX secolo è stato parzialmente ristrutturato. Ad oggi rimane visibile solo la torre, che spicca tra le case del paese.
La patata di Rusino si presenta con un colore tipicamente rossastro. È famosa proprio per questo e anche il sapore molto sostenuto. Per la sua composizione è ottima per preparare il fritto. È comunque molto utilizzata per preparare gnocchi, ripieno per i tortelli di patate o per il pane. Questo perché possiede una grande resistenza alla cottura.
Rusino è diventata famosa grazie al sapore delle sue patate, dovuto alla tipologia del terreno. Nonostante siano terreni montani, sono abbastanza profondi e di natura silicea, componente molto importante per lo sviluppo organolettico della patata. La disponibilità di letame di bovini e soprattutto di equini permetteva di avere delle concimazioni favorevoli alla qualità finale del tubero. È grazie a tutti questi componenti che la patata di Rusino ha acquisito il valore odierno, che gli permette di essere molto ricercata da ristoratori e gastronomi.

