Testamento biologico, a Monchio il primo registro della fascia appenninica

A Monchio il Comune ha creato il registro per le dichiarazioni anticipate di fine vita…

A Monchio il Comune ha creato il registro per le dichiarazioni anticipate di fine vita

@LucaConti

Per potersi iscrivere basterà recarsi in Comune e completare il modulo preposto. Quindi questo verrà inserito nel registro e conservato fino a quando il testatore sarà in vita. La possibilità è concessa a tutti i cittadini maggiorenni ed in grado di intendere e di volere.

Il Comune di Monchio, stimolato e contagiato dal Comune di Colorno che lo ha preceduto nella creazione del registro, il 23 settembre ha messo al voto la creazione del registro per le dichiarazioni anticipate di fine vita. La giunta comunale ha dibattuto a lungo. La scelta finale è stata quella di fornire questo servizio.


Una volta compilato il modulo, la dichiarazione verrà comunicata anche agli organi proposti del Ministero della Sanità, come le Ausl. In seguito verrà inviata anche all’assessorato alla sanità regionale.

Il testamento biologico, o dichiarazione anticipata di trattamento, è l’espressione della volontà di una persona di decidere del proprio futuro. Deve essere firmata in una situazione di lucidità mentale. Potrà essere utilizzata nel caso in cui l’individuo si trovasse a dover affrontare terapie e cure per malattie permanenti.

Il registro non impedisce nessun tipo di cura medica o di pronto intervento. Permette a tutti i monchiesi di decidere come operare in caso di perdita permanente delle capacità intellettive e di giudizio.

È importante ricordare che in quest’ambito la legge italiana non ha ancora delle normative chiare. Nel 1997 il nostro paese ha firmato la Convenzione Internazionale sui Diritti Umani e la Biomedicina, senza però ratificarla negli anni seguenti. L’assenza normativa dunque sposta l’attenzione sull’unica norma attualmente valida contenuta nella costituzione italiana all’articolo 32; che stabilisce che “nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

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