Pieve di Bardone: richiami d’Antelami a pochi passi dal Prinzera | l’OFFicina parmigiana

Nel cuore della Val Sporzana sorge la Pieve di Bardone, o di Santa Maria Assunta; all’interno si trovano due marmi che ricordano lo stile di Benedetto Antelami

@FrancescoGallina

Piccolissimo borgo di origine longobarda popolato da un manipolo di abitanti, Bardone emerge dal cuore del Val Sporzana, a pochi passi dal polmone verde della Riserva Regionale del monte Prinzera. Qui sorge un gioiello del gotico parmense: la pieve di Santa Maria Assunta. Questa struttura sorge sulla Via Francigena, nell’area ai piedi degli Appennini, e risale con certezza ai primi anni del Millennio, sebbene alcuni reperti la retrodaterebbero al secolo IX o, persino, al secolo VII. Pare, infatti, che una piccola chiesetta sorgesse in questo luogo. Durante il percorso che ci ha portato alla scoperta delle pievi, abbiamo appreso che i tratti romanici autentici sono andati perduti, lasciando spazio a interventi successivi che hanno “sfigurato” gli originali. L’essenza romanica è stata piegata al gusto delle epoche, per ragioni artistiche o strutturali.

Così è stato anche per la pieve di Bardone. Nel ‘200 viene aggiunto un corpo squadrato ortogonale alle tre navate absidate: la nostra pieve è costituita da un’unica navata chiusa da un’abside quadrata e da cappelle laterali databili al periodo barocco. Per subire grandi trasformazioni dobbiamo attendere il Concilio di Trento. A quel periodo risalgono l’ampliamento dell’edificio, la riduzione delle navate ad una sola e il completamento delle otto cappelle laterali.


All’interno…visioni antelamiche

Da segnalare l’ingresso in arenaria della terza cappella sulla destra, sul quale è scolpito un altorilievo raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovanni; i due telamoni e le due colonne, “decontestualizzate” dal loro luogo d’origine, raffigurano un Vescovo con pastorale e un personaggio difficilmente identificabile oltre a due telamoni rappresentanti due figure anziane. Ma quel che più affascina sono le due magnifiche lastre marmoree su cui sono magistralmente rappresentati la Deposizione di Cristo e la Glorificazione di Santa Margherita.

La Deposizione – che ricorda artisticamente quella antelamica presente nella Cattedrale di Parma – è incorniciata da rosette: il corpo di Cristo è crocifisso su croce nodosa, mentre Adamo ed Eva risiedono sulla sua destra. Splendida anche la Glorificazione di Santa Margherita. Racchiuso entro una doppia mandorla, Cristo sorridente in posizione centrale riceve da un angelo la corona, per depositarla sul capo della vergine inginocchiata ai suoi piedi. Altri angeli fuoriescono da curiose nuvole verticali e agitano turiboli nell’aria.  Poco distante, ritroviamo la santa sotto forma di cariatide, a sostegno di un’acquasantiera popolata di figure peccaminose e sataniche; una Margherita che può ricordare, sempre di mano dell’Antelami, la Regina Saba, un tempo all’ingresso del Battistero di Parma e ora custodita nel Museo Diocesano.

All’uscita…

Meraviglie che ci apprestiamo a lasciare, uscendo dalla pieve, che ci saluta con la sua candida facciata a capanna fatta di conci di pietra e con la sua monofora centrale, sormontata da un delizioso archivolto trilobato con cuspidi a giglio, i cui bassorilievi raccontano di una scena di caccia.

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