Ponte Romano di via Mazzini: il cuore di Parma pulsa di storia | SPECIALE
Fu scoperto nel 1858 ma servì oltre un secolo per iniziare i lavori di restauro e conservazione; ecco la storia di Parma e della sua impronta romana
Fu scoperto nel 1858 ma servì oltre un secolo per iniziare i lavori di restauro e conservazione delle due arcate oggi visibili; ecco la storia di Parma e della sua impronta romana in Centro storico
PARMA ROMANA | Il Pons Lapidis, struttura in pietra oggi visibile oggi nel sottopassaggio di Via Mazzini, racconta di una Parma dai più dimenticata ma che pulsa di Storia e affonda le sue radici nella Roma antica; ecco il racconto di uno delle strutture di epoca romana che ancor oggi conserviamo in città e che descrive gli albori del nostro forum.
Ciò che rimane del ponte romano all’incrocio di via Mazzini e Lungoparma racconta di una struttura senz’altro imponente, composta da undici arcate di circa dieci metri ciascuna. Di queste solo due sono visibili nel sottopassaggio mentre le rimanenti giacciono ancora interrate sotto l’odierno percorso urbano. Difficile datare con precisione assoluta la sua costruzione, anche se fonti certe collocano la costruzione nel 187 a.C. ad opera degli antichi romani sulla via Emilia per oltrepassare il Torrente Parma. Il primo ponte in muratura fu invece opera di età Augustea e andò semi distrutto durante le successive inondazioni. In seguito all’inondazione del 1177 il torrente spostò il suo letto più ad ovest rendendo così inutile la struttura romana e necessaria l’edificazione di un nuovo ponte, il Ponte di Mezzo.
Le arcate del ponte sono a tutto sesto, realizzate con imponenti blocchi di pietra di spessore e lunghezza variabili tra i 50-90 cm; dai rilievi degli anni Cinquanta il ponte presentava una successione di dieci arcate: la settima da est andò distrutta durante l’ultimo conflitto mondiale
Le arcate oggi visibili raccontano di una struttura di almeno 140 metri di lunghezza le cui prime tracce vennero scoperte nel gennaio del 1858, quando ispettore dei lavori comunali Martelli annunciò il rinvenimento della testata di un ponte. Dovette trascorrere oltre un secolo perché si intervenisse nuovamente sulla struttura: a metà degli anni Cinquanta, infatti, venne realizzato il primo rilievo dell’intera struttura. Nel 1966, lavori di edilizia urbana mostrarono le due arcate che oggi possiamo osservare, causando l’inevitabile interruzione dei lavori al fine di pianificare un piano di recupero e conservazione della struttura di epoca romana. Nel 1967, interrate nuovamente la maggior parte delle arcate per decisione dell’allora sindaco Baldassi, venne realizzato il sottopassaggio pedonale di via Mazzini, inaugurato poi l’anno seguente.

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