Popolazione in calo, nati al minimo storico da 20 anni
La popolazione del Parmense è in leggero calo, la situazione demografica al 1° gennaio 2022…
La popolazione del Parmense è in leggero calo, la situazione demografica al 1° gennaio 2022 conferma l’andamento dell’anno precedente: ancora in calo la popolazione, il saldo naturale pesantemente negativo, aumentano i morti, i nati sono al minimo storico da 20 anni, anche se il saldo migratorio rimane positivo. Tutto questo, però non riguarda solo il nostro territorio, anzi, molte delle tendenze negative sono ancora più accentuate in altre parti del Paese. Alla presentazione dei dati demografici stamattina a Palazzo Giordani sono intervenuti: la Delegata al Coordinamento alle attività a supporto dei Comuni Sara Tonini, il Dirigente dell’area Pianificazione e Programmazione Andrea Ruffini e il Responsabile dell’Ufficio Statistica della Provincia di Parma Andrea Gaiani. Il Presidente della Provincia Massari ha commentato: “Nonostante un periodo estremante difficile che dura da più di due anni, il nostro territorio si conferma ancora attrattivo, grazie all’ottimo livello dei servizi e alla forza della struttura economica, che ha retto bene in un contesto molto sfavorevole”.“
“I dati sono importanti e tentano di fornire un’immagine più oggettiva possibile della realtà: l’Ufficio Statistica della Provincia fornisce pertanto un prezioso supporto ai decisori, in primo luogo i Comuni, per la programmazione di svariati servizi. Conoscere tali dati è fondamentale per governare efficacemente, partendo dalla misura precisa dei fenomeni della società e dell’economia“ ha aggiunto la Delegata Sara Tonini.
Popolazione comunale
La popolazione cala rispetto all’anno precedente in 28 comuni su 44. Quest’anno, i due comuni che crescono di più sono della Montagna, Valmozzola (+3,3%) e Tornolo (+2,3%). Sono numeri molto bassi in valore assoluto, però significativi per comuni che in passato hanno visto vari anni di diminuzione.
Aumenti significativi nei comuni di Sala Baganza e Sissa Trecasali (entrambi +1,3%) e Langhirano (+1,2%). I decrementi maggiori a Neviano degli Arduini (-1,6%), Varsi (-1,7%) e Bedonia (-1,8%).
La popolazione straniera cala in 19 comuni, mentre gli aumenti più significativi si verificano a Valmozzola e Tornolo, dove gli stranieri aumentano rispettivamente di +36,7% e +9,1%. Sono i due comuni che maggiormente crescono in percentuale nel territorio provinciale, a testimonianza del fatto che in molte aree demograficamente in difficoltà gli stranieri possono contribuire in modo significativo a sostenere i livelli di popolazione. Anche il terzo comune in graduatoria per aumento percentuale degli stranieri appartiene all’area montana, Corniglio (+7,9%)
La più alta incidenza degli stranieri sulla popolazione totale si riscontra nei comuni di Langhirano (22,9%), Calestano (21,1%) e Colorno (18%), che si collocano ai primi tre posti della graduatoria ormai da cinque anni consecutivi. Le percentuali più basse ad Albareto (4,4%), Tornolo (3,9%), Monchio delle Corti (3,7%).
Fasce di età scolare e anziani
La struttura demografica implica diverse conseguenze sui servizi della comunità, tra cui le scuole, su cui la Provincia ha competenza.
Nelle fasce di età scolari si rileva che nell’ultimo anno crescono quelle di:
- scuola superiore (+2,7%) con 537 persone in più
- scuola media (+0,5%) con 71 ragazzi in più
Questi 2 segmenti, e in particolare quello delle scuole superiori, sono previsti in aumento ancora per alcuni anni.
Calano, invece, le prime fasce d’età scolari:
- asili nido, età 0-2 (-363 bambini, -3,5%)
- scuola dell’infanzia (o materna), età 3-5 (-286 bambini, -2,5%)
- Scuola primaria (o elementare), età 6-10 (-411 bambini, -2%)
Per la fascia dell’asilo nido, dal 2011 la diminuzione è stata di 2.566 bambini (-20,5%).
Per la scuola dell’infanzia dal 2013, ovvero l’anno di massimo dell’ultimo decennio, il calo è stato di 1.623 bambini (-12,8%).

