Il Preside di Parma ai genitori: “Docenti bullizzati e continue minacce: adesso basta”
Pier Paolo Eramo, preside dell’Istituto Salimbene-Sanvitale scrive una lettera ai genitori degli alunni: “Giustificate comportamenti…
Pier Paolo Eramo, preside dell’Istituto Salimbene-Sanvitale scrive una lettera ai genitori degli alunni: “Giustificate comportamenti inaccettabili; ricevute minacce dagli studenti“
@LucaGalvani @AndreaAdorni
PARMA | Non solo eccellenze: vi avevamo parlato nei giorni scorsi del gravissimo episodio verificatosi su una linea urbana dell’autobus, dove la lite tra autista e ciclisti aveva mostrato uno spiacevole volto della nostra città. Maleducazione, arroganza e scarsa professionalità sul posto di lavoro che raccontavano della tanto amata e venerata Parma i tratti più oscuri e spiacevoli. Oggi alle cronache una vicenda non meno preoccupante: bullismo, minacce e intimidazioni ai docenti di una scuola parmigiana.
“A scuola stiamo vivendo un periodo difficile, non solo perché maggio è il mese del nervosismo collettivo, ma perché con più intensità degli anni scorsi i nostri docenti sono sotto tiro. Attorno alla scuola si è stretto un vero e proprio assedio, che ci sta togliendo la serenità del lavoro e sta minando il nostro equilibrio“. Sono queste le parole di Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico dell’Istituto Salimbene-Sanvitale di Parma. Il personale docente della nota scuola di B.go Felino lancia infatti in queste ore un’importante denuncia: atti di vero e proprio bullismo a cui gli insegnanti devono fare quotidianamente fronte e cui si aggiungono minacce e intimidazioni da parte dei ragazzi.
Mondo della scuola completamente ribaltato, dove a farla da padroni non sono più senso della misura, rispetto degli altri e acquisizione di competenze, quanto la legge del più forte, la volgarità e azioni al limite della denuncia. Le parola del dirigente scolastico ci raccontano di una realtà tutt’altro che sotto controllo: “Le classi di oggi non sono quelle che abbiamo frequentato da piccoli, perché la nostra società è cambiata radicalmente, portando dentro la scuola il disordine esterno, la fine dell’autorità e la frenesia del tutto qui e ora.
Spendiamo l’energia di cui siamo capaci perché i nostri alunni imparino a essere prima di tutto cittadini buoni, e poi buoni architetti, artigiani, studiosi, commercianti, politici o imprenditori. Ci resta poca energia per difendere anche le mura della scuola, e la nostra dignità. Cari genitori, proteggete i vostri docenti” questo l’appello del preside.
“Riceviamo mail minacciose perché abbiamo accennato alla possibilità di una bocciatura – prosegue – ci denunciano per una sospensione, ci assalgono per un 7 invece di un 8, ci accusano di essere violenti per un rimprovero; ci arrivano lettere di avvocati perché abbiamo messo una nota sul registro o sequestrato un cellulare. Ci gridano al telefono che ci porteranno “sulla Gazzetta”, che ci rovineranno la carriera, che ci faranno perdere il posto. Qualcuno scrive al nostro direttore regionale, altri al Provveditorato, all’amico deputato, al Ministro, magari perché non lo abbiamo messo nella sezione che voleva. Capita che il preside sia tempestato di telefonate, il docente aspettato all’uscita, i corridoi violati da chi vuol andare nelle classi a risolvere lui i problemi dei figli – racconta Eramo. Giustificano comportamenti inaccettabili dicendoci che non siamo capaci a “interessare” il loro figlio. Ostentano le loro carte intestate e il loro status; cercano di farci sentire in colpa, inadeguati“.
“Molti alunni si comportano allo stesso modo, sono fuori controllo, senza orizzonte, senza direzione: ci fanno il dito in classe, minacciano di denunciarci e ci mettono in ridicolo”
Un vero e proprio capovolgimento di senso che ci mostra un mondo della scuola radicalmente mutato negli ultimi anni: da una parte una perdita di valori ai quali si sono sostituite maleducazione e comportamenti aggressivi da parte di ragazzi che in alcun modo riconoscono la gravità delle loro azioni. Una denuncia, quella lanciata dal preside, che si rivolge quindi prima di tutto ai genitori complici, attraverso la loro mal-educazione dei figli, di eventi sempre più all’ordine del giorno. Racconta ancora: “Proteggete i vostri docenti, fategli svolgere le attività di lezione, laboratorio, gioco, scrutinio, esame, ma anche di richiamo, punizione, insufficienza, bocciatura“.
Ed infine una appello: “Noi vi serviamo, nel senso più alto del termine, perché serviamo il Paese. Volete davvero una generazione di persone incapaci di tollerare una frustrazione, una sconfitta, una correzione? aggressivi e insolenti, senza disciplina, senza autocontrollo? Volete davvero che gli altri, gli educati, le persone “normali” si sentano una minoranza indifesa e perdano anche loro la fiducia in noi (e in voi)? Sia chiaro, proteggerci non significa accettarci come siamo: aiutateci a migliorare, fateci vedere quello che non vediamo, mostrateci il vostro punto di vista, manifestate il vostro disaccordo, chiedeteci di cambiare, se necessario. Ma fatelo con quel rispetto che si deve alle cose a cui tenete di più“.
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