Roberto e Sigifredo sposi a Zibello; ecco la prima unione civile del Comune
Celebrata la prima unione civile del neonato Comune di Polesine Zibello; il Sindaco Censi ha eseguito il rito in fascia tricolore
Celebrata la prima unione civile del neonato Comune di Polesine Zibello; il Sindaco Censi ha eseguito il rito in fascia tricolore
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Il Comune di Polesine Zibello celebra la sua prima unione civile. Per il Comune, nato da qualche mese dopo la fusione degli ex comuni Polesine e Zibello, è arrivato il momento di celebrare anche il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Così davanti al Sindaco Andrea Censi, che per l’occasione indossava la fascia tricolore, si è costituita la prima unione civile del paese. Coppia che ha regolarizzato il suo status relazionale grazie alla legge sulle coppie di fatto approvata lo scorso maggio. Il rito si è svolto sabato scorso nel Palazzo Municipale di Zibello.
Roberto Biacca, classe 1968 originario di Parma, e Sigfrido Ferniani, classe 1971 originario di Empoli, sono entrambi residenti nel neonato Comune di Polesine Zibello. “L’esperienza di questi primi mesi dall’approvazione della legge Cirinnà – ha dichiarato il Sindaco – ci dice che spesso si tratta di coppie che hanno relazioni lunghe e consolidate. Per cui questo atto non è solo una procedura amministrativa ma un traguardo. Avevo davanti due persone visibilmente felici ed emozionate; finalmente hanno potuto coronare un sogno dopo una vita di convivenza. E io sono felice per loro“.
La cerimonia di costituzione dell’unione civile si è aperta con la lettura del comma 11 della legge 76/2016
“Con la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni”.
È stata poi data lettura del comma 12; “Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato“.
Stretta di mano finale tra amici della coppia, parenti e Sindaco. Censi ha concluso la cerimonia con la formula di rito: “In nome della legge vi dichiaro uniti civilmente“.

