Profughi a Mulazzano; il Sindaco Cavatorta non ci sta e minaccia le dimissioni

Profughi nell’ex caseificio di Mulazzano; il Sindaco si oppone e minaccia le dimissioni. Sostegno da parte dei parlamentari Pd

Profughi nell’ex caseificio di Mulazzano; il Sindaco si oppone e minaccia le dimissioni; pieno sostegno da parte dei parlamentari Pd

LESIGNANO BAGNI | Anche a Lesignano Bagni infiamma la polemica sui profughi. A seguito, infatti, di un accordo tra la Prefettura e un privato, nascerà nell’ex caseificio di Mulazzano, un Centro di accoglienza straordinario (Cas). In questo modo nella piccola frazione di Mulazzano giungeranno 25/30 immigrati.

Il Sindaco Giorgio Cavatorta però non ci sta e si oppone con fermezza ad un sistema che scavalca e ignora l’Amministrazione comunale; un Amministrazione – è bene ricordare – che ha sempre garantito l’accoglienza ai profughi, realizzando anche complessi progetti con i minori stranieri. Per questo motivo, nei giorni scorsi Cavatorta ha scritto una lettera al Ministro dell’Interno Marco Minniti chiedendo un “intervento attivo e urgente“. Il primo cittadino contesta infatti una “modalità di gestione impropria e gravida di conseguenze negative, anche politiche“. Se non dovessero quindi arrivare in tempi brevi risposte da Roma, il Sindaco di Lesignano è infatti pronto a dimettersi in segno di protesta.


Sostegno dai parlamentari Pd: “La decisione di aprire un Cas a Mulazzano è fuori da ogni logica

A seguito delle minacciate dimissioni del primo cittadino, i parlamentari del Partito Democratito Patrizia Maestri, Giorgio Pagliari e Giuseppe Romanini si sono subito schierati a fianco del Sindaco Cavatorta.

La decisione di aprire un Centro di centro di accoglienza straordinario a Mulazzano Monte dev’essere immediatamente rivista: siamo in contatto con il Gabinetto del Ministro dell’Interno Minniti perché rapidamente arrivi una risposta positiva alle giuste proteste del Sindaco Giorgio Cavatorta”; hanno dichiarato i tre parlamentari.

La posizione del Sindaco Giorgio Cavatorta – proseguono i tre – è ineccepibile ed ha il nostro convinto sostegno. La comunità di Lesignano, guidata dalla sua amministrazione, ha dimostrato di essere accogliente ed inclusiva ospitando già da tempo, nell’ambito del progetto ministeriale Sprar, 11 migranti tra i quali 5 minori e assicurando la disponibilità di ulteriori 8 posti, fino al completamento della quota stabilita in ragione della dimensione del Comune. La prospettata apertura di un Cas per ulteriori 25 migranti è quindi fuori da ogni logica prospettiva di accoglienza e reale integrazione, non può pertanto che essere respinta con fermezza”.

“Comprendiamo le ragioni di emergenza che muovono gli uffici della Prefettura e per questo invitiamo tutti i Sindaci e tutte le comunità locali a farsi parte attiva nella gestione dell’accoglienza lasciando da parte rivendicazioni ideologiche e di parte” – hanno concluso – “Tuttavia modalità di intervento come quelle prospettate per  Lesignano Bagni minano le ragioni dell’accoglienza diffusa, portano al radicalizzarsi delle posizioni e fanno venire meno quel patto con lo Stato che i Sindaci hanno sottoscritto al momento dell’adesione ai progetti Sprar, il cui obiettivo è quello di assicurare una gestione ordinata e concordata dell’ospitalità dei migranti”.

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