Il tradizionale Salame fritto | RICETTA
Del maiale non si butta nulla: a gennaio, in montagna, è tipico il salame fritto;…
Del maiale non si butta nulla: a gennaio, in montagna, è tipico il salame fritto; non stagionato e affogato in una padella di vino bollente
RICETTA | Certe tradizioni non si perdono. Il salame fritto, in montagna, è una di queste. Se lo preparavano le nonne anni fa, quando ancora i maiali si tenevano nel cortile; oggi è rimasta una portata tipica del mese di gennaio. Molto spesso legata alla tradizione di Sant’Antonio, che cade il 17 gennaio. Festa tipicamente contadina, nel giorno dedicato al protettore degli animali, in tutto il Parmense vengono celebrate Messe in cui i contadini offrono i doni della terra e degli animali. Spesso le celebrazioni sono accompagnate dalle benedizione degli animali. Alla sera, poi, tutti insieme a festeggiare.
E su queste tavole imbandite della tradizione contadina l’antipasto è servito con il salame fritto. Un piatto povero, che si basa su pochissimi ingredienti. Il salame è quello che i contadini hanno prodotto da qualche settimana. Chi ancora alleva maiali, a livello familiare, infatti nei primi giorni di gennaio si occupa della macellazione. Vengono confezionati i vari salumi casalinghi, fritti i ciccioli, messo in cantina lo strutto. E il giorno di Sant’Antonio, tra i tanti salami appesi, ne si sceglie uno e lo si porta in tavola. La condivisione con la famiglia e con gli amici è alla base della vita contadina.
Ingredienti:
- 1 salame fresco (massimo di una settimana di stagionatura)
- 2 bicchieri di vino bianco
- 2 cucchiaio olio
- Aromi (Rosmarino, alloro) a piacere
Procedimento:
Far scaldare 2 bicchieri di vino bianco e l’olio in una padella per friggere. Tagliare il salame a fette spesse almeno 2/3 cm. Quando olio e vino sono sufficientemente caldi, mettere il salame nella padella e friggere, girando la fetta su entrambi i lati. Una volta rosolata, servire la fetta ancora calda facendo attenzione a scolare bene l’olio e il vino in eccedenza.
Per rimanere in tema di tradizioni, il giorno di Sant’Antonio i contadini spesso ripetono: “A Sant’Antonio gran freddo, a San Lorenzo gran caldo; l’uno e l’altro poco durano“. Difficilmente si sbagliano.

