Il rilancio di Parma 2020+21 con Hospitale, il futuro della memoria | FOTO

Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 riparte più forte di prima con una delle sue più grandi installazioni all’Ospedale Vecchio nel quartiere Oltretorrente della città. Fino all’8 dicembre sarà possibile visitare “Hospitale, il futuro della memoria”. L’Ospedale Vecchio è stato l’ospedale cittadino dal XV secolo fino al 1926. Fu fondato nel 1201 da Rodolfo Tanzi e sulle rovine di questo edificio, nella seconda metà del XV secolo, si inizia a costruire il primo nucleo del complesso che vediamo oggi.

La video-installazione celebra la memoria storica dell’iconico quartiere parmigiano la cui vocazione risulta più che mai attuale alla luce dell’emergenza sanitaria che nei mesi scorsi ha bloccato il Paese e il programma di Parma 2020. La cultura torna quindi a battere il tempo, riappropriandosi dei suoi spazi, consolidando il legame di Parma con il suo territorio e riprendendo a scandire, con rinnovato vigore, la vita della città.

Hospitale è una video-narrazione, articolata in più parti, che racconta la storia dell’ospedale nato dalle acque – i suoi canali, i mulini, le alluvioni – attraverso la presenza virtuale degli attori Marco Baliani e Giovanna Bozzolo, ruolo di “io narrante” all’interno delle proiezioni. La lunga storia dell’Ospedale Vecchio è articolata su otto grandi schermi di superfici tessili lungo la navata centrale. L’intera nuova struttura è organizzata intorno alla grande Crociera a croce latina sormontata da una cupola centrale: 120 metri di lunghezza per 100 metri di larghezza, con volte a 12 metri e, al centro dei due bracci della croce, l’altare. L’Ospedale era distinto in due sezioni: l’Ospedale della Misericordia e l’Ospedale degli Esposti. Il primo era composto da quattro reparti per infermi, inferme, feriti e orfani e poteva ospitare circa 300 ammalati. L’Ospizio degli Esposti era destinato ai soli trovatelli: il termine “esposto”, infatti, indicava il bambino abbandonato in tenera età o non riconosciuto alla nascita.

L’ingresso all’Ospedale Vecchio

Il visitatore si trova di fronte alla riproduzione, in un’unica immagine sincronizzata, della facciata frontale dell’ospedale come appare nell’acquerello di Sanseverini e completata con immagini attuali, accompagnate da una colonna sonora che contribuisce a creare uno spazio ricco di suggestioni.

L’Altare

L’allestimento è caratterizzato dalla presenza di otto
quinte semitrasparenti in tulle: il primo gruppo è disposto al centro dello spazio, proprio sotto la cupola, a formare l’ideale sviluppo dell’altare anticamente presente in quel punto. Gli altri quattro teli, disposti agli angoli dell’incrocio dei bracci, diventano schermi che riproducono le silhouette delle quattro statue – proprio nel luogo dove erano collocate – che ritraevano La Compassione, L’Aiuto, La Carità, L’ Amore per il prossimo.

Il testimone

È lo spazio per gli otto racconti della storia dell’Ospedale. Nella parte più vasta della navata centrale sono presentate otto videoproiezioni sincronizzate: gli otto temi che racchiudono la storia dell’Ospedale Vecchio dai tempi della sua fondazione fino alle epoche più recenti. È il racconto di una storia quasi sconosciuta agli stessi abitanti della città: la Parma dell’assistenza religiosa e poi civile, ma anche della rivolta popolare.

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