Anno nuovo, nuovi rincari: arriva la stangata da mille euro a famiglia
Con l’arrivo del nuovo anno, una serie di aumenti tariffari stravolgerà i conti dei consumatori. Come sempre aumentano luce e gas, ma quest’anno ben oltre le attese
Non solo luce, gas e autostrade, ma anche assicurazioni, servizi bancari, prodotti postali e dal primo gennaio un provvedimento rende le spese al supermercato più salate
ECONOMIA | Con l’arrivo del nuovo anno, una serie di aumenti tariffari stravolgerà i conti dei consumatori. Come sempre aumentano luce e gas, ma quest’anno ben oltre le attese. Per il primo trimestre, il costo dell’energia elettrica aumenterà del 5,3%, quello del gas del 5%; per una famiglia tipo significherà pagare rispettivamente 28 e 51 euro in più all’anno. Sul rincaro dell’elettricità pesano la minor disponibilità di energia nucleare della Francia e la lunga siccità che nel 2017 ha messo in affanno la produzione idroelettrica nazionale; sul rincaro del gas, invece, all’effetto inverno si sommano gli effetti degli incidenti verificatisi nelle scorse settimane lungo la rete di approvvigionamento.
Il conto si fa più salato anche per gli automobilisti: a causa dell’inflazione e dei nuovi investimenti si registra un aumento medio del pedaggio autostradale del 2,74%. L’osservatorio dell’Adusbef calcola rincari anche nel settore delle assicurazioni auto (25 euro), dei servizi bancari (38 euro) e postali (18 euro), dei trasporti (97 euro), della Tari (49 euro), dei ticket sanitari (55 euro). A questi si aggiungono gli aumenti delle tariffe di professionisti e artigiani. Sarà di 980 euro l’aumento medio delle spese che una famiglia tipo dovrà affrontare nel nuovo anno. Una brutta sorpresa, infine, interesserà tutti i ciclisti non professionisti che vogliono partecipare a manifestazioni cicloturistiche: dal 2018, infatti, sarà obbligatorio il pagamento di un canone annuale di 25 euro alla Federazione ciclistica italiana (FCI).
Nei supermercati, i sacchetti biodegradabili del reparto frutta e verdura saranno a pagamento; multe salate previste ai “furbetti del sacchettino”
Dal primo gennaio è obbligo di legge l’uso nei supermercati di sacchetti biodegradabili per i prodotti alimentari sfusi. La norma stabilisce che i sacchetti di plastica con cui si raccolgono e si pesano prodotti come frutta, verdura, pane, surgelati, devono rispettare tre caratteristiche: devono essere biodegradabili, monouso e devono essere a pagamento. Non è possibile portare da casa sacchetti già utilizzati né sacchetti di diverso materiale, pena una multa che va dai 2500 ai 100 mila euro. Il costo del sacchetto va da un minimo di 1 centesimo sino a un massimo di 5. Saranno multati anche i supermercati che non hanno a disposizione i sacchetti o che non li fanno pagare ai clienti.
La norma, contenuta nel decreto legge per il Mezzogiorno dello scorso agosto, si propone diversi scopi: la salvaguardia dell’ambiente, attraverso la biodegradabilità del sacchetto; la tutela dell’igiene, attraverso l’obbligo di un unico utilizzo; il sostegno all’industria italiana, che è leader mondiale nella produzione di plastica biodegradabile. Felice del provvedimento Legambiente, che tuttavia si augura che il prezzo del sacchetto resti equo, in modo che i costi per il consumatore non superino i 4 euro l’anno. L’auspicio, inoltre, è che i consumatori non abbandonino i prodotti sfusi a favore di quelli preconfezionati, il cui costo del servizio di imballaggio è semplicemente compreso nel prezzo.

