La rocca di Noceto, un antico castello dal passato tormentato
La rocca di Noceto, in antichità era un castello […]
La Rocca di Noceto, è stata distrutta e ricostruita più volte; in origine era un castello
Non si conoscono le origini del castello di Noceto ma i suoi proprietari furono certamente degli obertenghi, cioè appartenenti ad un ramo della nobiltà longobarda che diede vita alla famiglia dei Pallavicino. Il castello viene citato per la prima volta nel 1266, quando viene distrutto dai guelfi parmigiani e cremonesi in rivolta contro i Pallavicino, fedeli all’imperatore e non al papa. Ne seguitò la distruzione dell’intero castello di Noceto, della casa forte di San Secondo detta di “Donna Egidia” e della rocca di Soragna.
Noceto si dotò di un nuovo castello, che venne ristabilito in una data imprecisata e questo fu teatro di un nuovo conflitto nel 1345. Le truppe dei Duchi di Milano si gettarono contro i Sanvitale – nuovi proprietari del forte – per evitare un’alleanza politica fra questi e gli Estensi. Ad avere la meglio furono gli invasori, ma l’abilità politica di Giberto I Sanvitale e il credito che godeva nei confronti di Luchino Visconti, signore di Milano, gli permise di riavere il possesso della proprietà.
Il XV secolo fu un periodo di tormento dal punto di vista politico per tutto il territorio parmense, ma soprattutto per il nostro castello. Il 13 settembre 1402 era in atto un’opera di ampliamento dell’edificio, ma per ragioni non del tutto chiare il Duca di Milano ordina il completo smantellamento del castello. Negli anni successivi, quando i Sanvitale avviarono con buoni tentativi la ricostruzione, il sogno di riavere un castello a Noceto si infranse il 27 giugno 1416 per mano delle truppe ducali milanesi. Una volta valicata la cinta muraria esterna entrarono nella fortezza e iniziarono a fare breccia nel mastio, i Sanvitale furono così costretti ad arrendersi. L’anno successivo, il 1417, con una manovra astuta fu Orlando Pallavicino ad impadronirsi del borgo di Noceto e del suo castello, che venne bruciato e completamente smantellato di nuovo.
Arriva il 1447 e porta con sé Pier Maria II de’ Rossi – che da lì a breve sarà proclamato “difensore della repubblica parmigiana” – il quale assoggetta al suo potere numerosi castelli, fra i quali quello di Noceto. La gestione venne affidata sempre alla famiglia Sanvitale, ma il fratellastro di Pier Maria – Rolando Rossi – dopo aver scavalcato le mura con le sue truppe lo occupa.
Il gesto non passa inosservato e ne scaturisce una nuova battaglia. Due poderosi eserciti erano in procinto di affrontarsi ma sul punto di attaccar battaglia gli alleati dei Sanvitale abbandonarono il campo.
Pier Maria ritornò così in possesso della fortezza e nel 1450 la fece anche affrescare ad imperitura memoria nella Camera d’Oro di Torrechiara, cinta da alte mura e sormontata da un grosso mastio. Da un’analisi stilistica sembra che l’aspetto attuale del castello sia frutto dello stesso architetto che innalzò il famoso castello di Langhirano, l’ipotesi è credibile visto che la struttura presenta le caratteristiche tipiche delle strutture rossiane.
Dopo la definitiva caduta dei Rossi il borgo di Noceto ritornò in mano ai Sanvitale, ma nel 1612 la famiglia venne coinvolta nella celebre “Congiura dei feudatari” contro Ranuccio Farnese, la testa di Alfonso Sanvitale e altri congiurati cadde; la rocca – così verrà chiamata da questo momento in poi – passò in mano ai Dalla Rosa fino al 1805, anno in cui i diritti feudali vennero soppressi.
Dal 1938 la rocca è di proprietà del Comune di Noceto, mentre dal 2005 ospita il Museo della Musica, dove si possono ammirare strumenti a corda e una vasta collezione di dischi storici.
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