Al via la ristrutturazione di San Francesco Del Prato: la Chiesa gotica era stata trasformata in carcere nel 1800; tornerà sotto la custodia dei frati francescani

PARMA | Presentati i lavori di ristrutturazione alla Chiesa di San Francesco Del Prato. Nel 2015 la Chiesa era tornata al Demanio e di nuovo affidata alla Curia di Parma per essere consegnata ai frati francescani conventuali che, una volta terminato il restauro, la riapriranno al pubblico. E proprio i francescani sono stati per anni custodi di questo luogo meraviglioso, dove il silenzio regna incontrastato tra le grandi mura e le arcate infinite. 

In occasione della riapertura per le Giornate FAI di Primavera sono stati annunciati anche i lavori di ristrutturazione della Chiesa di San Francesco Del Prato, uno dei monumenti più preziosi di Parma. “Grazie alla sensibilità di Fondazione Cariparma e del gruppo Chiesi – ha commentato l’assessore Michele Guerra – partirà il restauro di uno dei nostri monumenti più importanti. Sabato e domenica, grazie al FAI, potrete ammirare lo splendore della Chiesa e immaginare come sarà tra qualche anno“. La Chiesa è stata restituita alla Curia dall’Ateneo nel 2015 e tornerà ad essere custodita dai frati francescani conventuali. 

Nel XIII secolo iniziò la costruzione dell’edificio, grazie ai contributi spontanei della popolazione: divenne così, una volta ultimata la struttura, la prima sede dei francescaniParma. L’imponenza della struttura gotica la fecero ben presto diventare una delle chiese più amate dai parmigiani tanto che famiglie importanti, come gli Arcimboldi, i Terzi, i Rossi, i Sanvitale, i Meli Lupi e gli Aldighieri la scelsero come luogo di sepoltura. Nella Chiesa, inoltre, visse anche Padre Lino Maupas che – pur essendo un minore del Convento dell’Annunziata – prestava servizio nel carcere. La scelta del luogo non è casuale: tracciando alcune linee di collegamento tra i monasteri costruiti nel XIII secolo si forma un rettangolo aureo e tracciando il proseguimento della linea che parte dall’affresco di San Francesco all’interno del Battistero si arriva proprio davanti all’ingresso della Chiesa francescana. 

Dal 1800 al 1993: la parentesi del carcere cittadino 

Nel 1800 la Chiesa e l’annesso convento vennero utilizzate come carcere cittadino: un periodo in cui la struttura originaria subì profonde trasformazioni di cui ancora oggi si pagano le conseguenze. Gli antichi affreschi, tra cui uno di Bernardino Grossi, sono stati ricoperti da una vernice grigia, l’antico pronao è andato distrutto e sono state aperte alcune nuove finestre. Per permettere la costruzione delle celle carcerarie la Chiesa è stata divisa in settori e in piani; nel campanile vennero, invece, costruite le celle di rigore. 

Nella costruzione della Chiesa sono stati tenuti in considerazione anche alcuni elementi legati alla natura e alle interpretazioni mistiche ed esoteriche. L’abisde, ad esempio, è orientato verso il sole dell’alba nella giornata del solstizio d’inverno. Il rosone, invece, è orientato per far entrare i raggi del sole del tramonto del solstizio d’estate: il suo riflesso all’interno della Chiesa porta alla creazione di una luce particolare, che si presta ad interpretazioni mistiche. Nel 1810, mentre la Chiesa veniva trasformata in carcere, il portone centrale venne murato insieme ai due laterali e vennero aperte 16 finestre quadrate per fare entrare la luce. Scomparsi l’organo e il coro ligneo: dopo la trasformazione in carcere non se ne sono più avute tracce. 

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