Al di là dell’imponente chiesa novecentesca dedicata al Santo che dona il nome al quartiere, San Leonardo ospita lo stabilimento Bormioli, cui è legato il passato recente della zona e potenzialmente anche il suo prossimo futuro. Nata nel 1854 con il nome di Vetreria Fratelli Bormioli – poi mutato in Bormioli Rocco & Figlio –, infatti, l’azienda viene rilocata in via San Leonardo nei primi anni del XX Secolo, divenendo un forte polo occupazionale per la città e la provincia che fin dal 1904 garantisce posti di lavoro fissi. Il suo ampliamento progressivo va di pari passo con quello del quartiere, scandito dai ritmi degli eventi del Secolo breve, superando i 2200 dipendenti negli anni ’60. La sirena della Vetreria di via San Leonardo suona per l’ultima volta il 5 maggio 2004, anno della demolizione dell’azienda di via Genova, terminata nel 2009. Dalle ceneri ancora calde della Bormioli Rocco, tuttavia, nasce il sogno di alcuni ex dipendenti, che insieme alla sovrintendenza concepiscono un progetto ambizioso: la realizzazione dell’unico museo industriale del vetro in tutta Europa.
Nucleo di tale ambizioso progetto è il Gruppo Medaglie d’Oro, dal nome della prestigiosa onorificenza con cui la Presidenza della Vetreria premiava i dipendenti che avevano maturato 30 anni di lavoro continuo presso l’azienda – poi ridotti a 25 dal 1986 –, fino alla chiusura della fabbrica. La Bormioli Rocco, infatti, rappresentava una realtà avanguardistica anche dal punto di vista sociale e sindacale. Il Gruppo si è mantenuto saldo anche dopo il 2004, evolvendosi in un’associazione di più ampio respiro, aperta non solo alle Medaglie d’Oro vere e proprie, ma anche a tutti i simpatizzanti disposti a contribuire per conseguire gli obiettivi prefissati.
Tra questi, il Museo del Vetro, crocevia del passato, presente e futuro di San Leonardo. Il piano messo a punto dal gruppo Medaglie d’Oro insieme alle architette progettiste si svilupperebbe attraverso una serie di percorsi. Il primo propone un taglio storico che vada ad indagare le origini del vetro, a cominciare dall’uso che ne facevano gli antichi popoli fenici. Un altro analizzerebbe invece i processi di lavorazione del vetro, dalla materia prima alla nascita di un articolo finito fino al suo confezionamento, sulla base di modelli realizzati dall’ufficio tecnico, gli stampi costruiti dall’officina e tutti gli articoli e relativi campionari che il Gruppo ha preservato dalla demolizione. Inoltre, un’ala del Museo verrebbe dedicata alla proiezione di filmati e alla riproduzione di suoni per ricreare l’ambiente della Vetreria. Infine, un terzo percorso ruoterebbe intorno a un autentico forno ancora colmo di vetro. Non essendo stata pulita immediatamente dopo lo spegnimento, infatti, la fornace ospita ancora l’ultima colata di vetro con il suo metro di spessore, che ne fa un elemento assolutamente unico. Lungo la passerella del forno si ripercorrerebbero tutte le sfumature del ricco patrimonio che la Bormioli Rocco ha lasciato in eredità alla comunità: dalla storia della famiglia e della fabbrica a quella di chi vi ha lavorato, dalle ingegnose tecnologie che hanno reso la Bormioli celebre in tutto il mondo alla pioneristica assunzione di persone affette da disabilità, dalle lotte sindacali che hanno fatto scuola in tutta Italia ai fondi di solidarietà e al CRAL, che faceva dello sport e dell’inclusione le sue fondamenta.
A livello operativo lo spazio è gestito privatamente dalla BRF Property S.p.A., la quale si è impegnata per la costruzione della parte muraria del Museo, cui è vincolato l’utilizzo del resto dell’area per altri progetti eventuali. Purtroppo, le difficoltà riscontrate col biennio pandemico hanno raddoppiato il budget originariamente stanziato per il progetto, facendolo lievitare a quasi tre milioni di euro. In seguito alle elezioni comunali del 2022, tuttavia, le Medaglie d’Oro hanno incontrato il Comune e la proprietà, ottenendo la disponibilità per modificare la convenzione e rivedere il progetto da parte dell’Amministrazione, il cui contributo sarà vitale, anche in vista della raccolta fondi e la partecipazione ai bandi. In questo contesto, lo spirito volto all’inclusione e al dialogo connaturato nell’identità della Bormioli Rocco giocherà un ruolo fondamentale. Il Gruppo Medaglie d’Oro, infatti, ha già intessuto una fitta rete con le altre associazioni del quartiere, tra cui gli “Amici della Biblioteca”. Inoltre, potrebbe rivelarsi molto fruttuosa una collaborazione con l’Università di Parma, o persino con le altre aziende del territorio che producono o hanno attinenza col vetro, andando così a creare una glass valley accanto alla ben nota food valley.
Il Museo sorgerebbe in una posizione strategica alle porte della città, facilmente accessibile anche per l’autostrada e ben collegato con le Fiere di Parma. Questa caratteristica ne faciliterebbe l’entrata nel giro turistico della città, in relazione ai musei del Cibo e alle altre attrazioni del territorio. Inoltre, potrebbe divenire il sito ove predisporre eventi e mostre correlate, grazie a spazi appositamente dedicati a convegni, manifestazioni e laboratori scolastici. Naturalmente, nello spirito della Bormioli Rocco, il Museo sarebbe accessibile a tutti, con pannelli e video in lingua italiana, inglese e in braille.
Sono ormai passati quasi vent’anni da quel lontano 2004 in cui la Bormioli Rocco chiudeva i propri cancelli. Ciononostante, il Gruppo Medaglie d’Oro crede ancora fermamente nel progetto del Museo. Quest’ultimo rappresenterebbe infatti un punto di svolta per la riqualificazione di San Leonardo, nonché un luogo di eccellenza per l’intera città di Parma, dove turisti e scuole possano conoscere la storia e il patrimonio economico e sociale della Vetreria. Ad oggi è ancora il sogno opaco della rinascita culturale e turistica del quartiere. Domani, con l’impegno di tutti, potrebbe diventare una realtà solida e trasparente come il vetro della Bormioli Rocco.

