Sbrisolòna e zabaione caldo | RICETTA
Sebbene sia un dolce ormai famoso in tutta italia e presente in tutti i ricettari di tipicità italiane l’origine della sbrisòlona è mantovana. I contadini delle terre lombarde preparavano questo piatto già nel XVI secolo come sostanziosa colazione per i contadini. Gli ingredienti, facilmente reperibili ed economici, erano genuini e nutrienti. Farina bianca, farina di mais, nocciole locali e strutto. Ma questa ricetta iniziò a cambiare alla corte dei Gonzaga, quando Bartolomeo Stefani, capocuoco del ducato di Mantova, ne modificò le fattezze.
Oggi gli ingredienti sono un po’ più raffinati, soprattutto nelle varianti, anche se alcune ricette si avvicinano all’originale. Nello specifico ciò che accomuna quasi tutte le ricette è la presenza di mandorle e burro, che hanno sostituito nocciole e strutto. Nei ristoranti questo dolce viene spesso “accompagnato” da una salsa o da un liquore, ma anche inzuppato nel vin santo o nel moscato. Noi lo proponiamo insieme allo zabaione caldo.
Ingredienti sbrisolòna:
- 200 gr di mandorle
- 200 gr di farina bianca
- 200 gr di farina di mais
- 200 gr di zucchero
- 100 gr di burro
- 100 gr di strutto
- 2 tuorli
- scorza di limone
Ingredienti zabaione:
- 3 tuorli
- 6 cucchiai di zucchero
- 6 mezzi gusci d’uovo di Marsala o Moscato
Preparazione:
Miscelare le due farine, unire lo zucchero, due tuorli e le mandorle. Mescolare bene. Aggiungere il burro a temperatura ambiente a tocchetti, lo strutto a cucchiaiate e la scorza di limone. Amalgamare bene gli ingredienti per ottenere un impasto friabile. Infarinare e imburrare un teglia rotonda e disporre l’impasto “sbricioloso” sul fondo in modo che non rimangano fessure. Infornare per un’ora a 180°.
Intanto preparare la crema allo zabaione caldo. Iniziare a lavorare tre tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza spumosa. Unire sei mezzi gusci d’uovo riempiti con il Marsala o il Moscato e riponete il tutto in un tegamino. Accendere il fuoco dolce e mescolare senza che la crema raggiunga il punto di ebollizione. Appena il composto inizia ad “alzarsi” è pronto da servire.

