Il gruppo consigliare del Partito Democratico interviene sull’allarme sfratti lanciato dalla Caritas: “I soldi per fare prevenzione ci sono”

Interviene sul caso degli sfratti improvvisi sollevato dalla Caritas diocesana per mezzo della stampa locale, il Partito Democratico di Parma, dicendosi “costernato” di fronte ad una situazione che coinvolge famglie ma anche bambini. Alla situazione di grande difficoltà segnalata dall’organismo locale di promozione della carità, si sta cercando di far fronte trovando una soluzione che possa garantire agli sfrattati un posto in cui dormire. “Il diritto alla casa però è altro – spiega il gruppo consigliare Pd -. Casa infatti significa luogo centrale di relazioni, di crescita, di sicurezza e quindi di diritti. Una famiglia senza casa è un problema dell’intera comunità“.

Da quando ci siamo insediati – spiegano i democratici – abbiamo sollecitato il Comune affinché questi sfratti improvvisi non si verifichino (con interrogazioni, richieste di commissioni, iniziative pubbliche) e affinché, grazie a un lavoro in sinergia con i servizi sociali, la prefettura e la magistratura si prevengano situazioni drammatiche come quelle che sono state documentate ora, ma anche a fine luglio, così come nel periodo di Natale: famiglie con bambini piccoli dall’oggi al domani “ricoverate” in centri di accoglienza“.

Ed è proprio sulla prevenzione che insiste il gruppo di Minoranza, che assicura: “I soldi per fare prevenzione ci sono: più di un milione di euro in cassa al Comune per la morosità incolpevole e tra pochi giorni ancora fondi da parte della Regione“. Tuttavia, l’auspicio del Pd di Parma è quello per cui si trovi una soluzione “fin dai primi di settembre” e che “si possa attivare un tavolo tecnico per stabilire che almeno le famiglie con minori siano tutelate e non debbano vivere lo shock dello sfratto senza una nuova casa a disposizione“.

Le case a Parma non mancano – conclude il Gruppo – vanno create le condizioni affinché quelle del Comune possano essere messe a disposizione per questi casi e affinché la cosiddetta emergenza, su base di una programmazione più attenta, non debba più verificarsi“.

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