Si torna a parlare di Regione Lunezia, dopo l’incontro dei simpatizzanti

L’Associazione culturale “Regione Lunezia”, in seguito al positivo incontro dei simpatizzanti di Parma […]

Si torna a parlare di Regione Lunezia, dopo l'incontro dei simpatizzantiPresto la costituzione di nuclei operativi territoriali

L’Associazione culturale “Regione Lunezia”, in seguito al positivo incontro dei simpatizzanti di Parma e provincia, tenutosi a Parma nei giorni scorsi, ha deciso di procedere ad una propria articolazione interna, con la costituzione di nuclei operativi territoriali, funzionali al policentrismo del complessivo territorio “luneziano”. In questo momento in cui si sta riprendendo il dibattito sulla riduzione delle Regioni in Italia e sulla contestuale abolizione delle Province, l’Associazione culturale Lunezia vuole contribuire alla riflessione sulle migliori opportunità che potrebbero avere i cittadini da un eventuale riordino del territorio che andasse oltre i confini odierni.

E’ sotto gli occhi di tutti il grandissimo vantaggio che Parma e tutto il parmense avrebbero da un più efficiente sistema dei trasporti che, incardinato sui porti di La Spezia e Carrara, sul Polo logistico di Piacenza, sulla Stazione Mediopadana di Reggio Emilia e sull’Aeroporto di Parma, vedesse nella Pontremolese, completata e raddoppiata, e nell’Autocisa-Autobrennero, collegate dalla bretella Pontetaro-Nogarole rocca, quell’arteria capace di irrorare energia ad un tessuto  potenzialmente ricco di risorse finora inespresse o poco valorizzate. Il mondo produttivo padano, con un effettivo e rapido sbocco al mare, sulla direttrice Tirreno-Brennero, oltre a poter finalmente competere nel sistema macroeconomico, sarebbe generatore di vitalità anche per la piccola economia dell’Appennino. L’Ateneo parmense potrebbe recuperare la sua centralità del passato e i giacimenti culturali di Parma-Mantova-Cremona-Piacenza-Reggio, se messi a sistema, farebbero rifiorire il nostro turismo. Analogo effetto si avrebbe dalla sinergia turisticoambientale del Parco tosco-emiliano con quello delle Cinque Terre, in una invidiabile combinazione Appennino-Mare, sui percorsi dolci dell’Alta Via, della Francigena, della Via degli Abati. Molte altre opportunità, specialmente dal settore enogastronomico, potrebbero essere colte, a maggior vantaggio dei cittadini, se  si potesse riorganizzare in una autonoma entità (Regione o macroprovincia che dir si voglia) quest’ampia fascia di territorio che va dal Mar Tirreno alla Padania. Non si tratterebbe della 21° Regione italiana, ma di una delle eventuali regioni strategiche, di valenza europea, sulle quali sarebbe meglio articolato il tessuto socio-economico della nuova Italia. Su queste specifiche tematiche il nucleo operativo di Parma è già al lavoro.


Se vuoi leggere altre notizie come questa, visita la nostra Home e la sezione dedicata all’economia della Provincia. Seguici anche su Facebook, Twitter e sul nostro canale Youtube!

Per l’Associazione Lunezia, Il Presidente, prof. Rodolfo Marchini