“La luna” al Teatro di Fontanellato
Carlo Ferrari e Franca Tragni e la loro luna di Filomena Speraddio Il Teatro di…

Carlo Ferrari e Franca Tragni e la loro luna
di Filomena Speraddio
Il Teatro di Fontanellato, a partire dallo scorso gennaio e fino al prossimo dicembre, celebra i 25 anni di carriera di Carlo Ferrari e Franca Tragni con la rassegna “Speciale 25 anni”. I due artisti, negli anni hanno costruito storie e interpretato personaggi insieme, entusiasmando e facendo riflettere un pubblico che ormai dimostra grande affetto e stima e dopo 25 anni, come la prima volta, è sempre lì pronto a emozionarsi di fronte ai loro spettacoli.
Uno fra tutti è “La luna”, spettacolo andato in scena ieri venerdì 4 marzo alle 21, scritto, diretto e interpretato da Carlo Ferrari e Franca Tragni, collaborazione alla scenografia di Ilaria Gerbella, disegno, luci e tecnica di Lucia Manghi ed Erika Borella, produzione di Europa Teatri.
“La luna” ha ricevuto vari riconoscimenti in passato: vincitore del premio New Contaminate Art Aversa Festival 2006, del premio del Teatro degli Atti di Rimini 2006 e della quarta edizione del Festival Le Voci dell’Anima 2006.
Lo spettacolo vanta un’atmosfera surreale, “la luna”, che dall’alto osserva i protagonisti, non è solo l’ultimo fantomatico spettacolo che i due artisti, Gianfranco Schiavo e Liliana Ferrari sperano di mettere in scena, ma simboleggia la bellezza eterea che contempla l’imperfezione, la banalità e a volte tristezza del vivere umano. Non una tristezza totalizzante, ma la malinconica consapevolezza che ogni cosa ha un inizio e una fine, che i due personaggi vivono quasi come un fallimento.
Lo spettacolo inizia con un brillante monologo che riempie la scena di grosse risate, una comicità piena di significato quella della ballerina, cantante e attrice Liliana, ormai cambiata fisicamente dopo anni di carriera, che aspetta l’ispirazione del suo Gianfranco. Lui, regista e attore, insoddisfatto e appesantito, è in cerca di un’idea illuminante per il finale dello spettacolo, un obiettivo vitale che non tiene conto della sensibilità femminile al suo fianco, tanto da definirla patetica.
Il salire e scendere di Liliana dai gradini della scala, è un po’ come quel tira e molla tra lei e Gianfranco, è un po’ come quell’oscillare tra bellezza sognata, quella dell’arte, e la rozza realtà fatta di debiti e di domande di lavoro.
Con un alternarsi di comicità e nostalgia, La luna fa riflettere e sognare, e anche piangere. In questo spettacolo è notevole la forte personalizzazione del teatro di Carlo Ferrari e Franca Tragni, un teatro orientato alla realtà, al disagio, alle turbe dell’animo, al sociale. Una coppia piena di sorprese che non delude mai e che con questo spettacolo ci riporta al film La Strada di Fellini. Dopo dieci anni, c’è sempre voglia di rivedere La luna, per captare ogni volta un particolare che ci è sfuggito.
È la storia della vita umana, quella che condividiamo tutti, che a volte ci rende forti altre deboli, proprio come i due personaggi sulla scena. Il susseguirsi dei fatti nella nostra vita, che ha un procedere drammatico, diventa in questo spettacolo tragicomico: un continuo gioco di slanci e salite, di aspirazioni e affanni. Tante risate per il pubblico, ma nell’aria resta anche il sapore di una leggera amarezza che dà senso e profondità.
Lo spettacolo si chiude con un interrogativo esistenziale: “Ma se tutto è finzione, Luna, perché questa vita?”.
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