Sicurezza, il sindaco Fecci scrive al Presidente del Consiglio

fecciE’ indirizzata a Matteo Renzi, Presidente del Consiglio; Andrea Orlando e Angelino Alfano, rispettivamente Ministri della Giustizia e degli Interni e al Prefetto di Parma Forlani, la lettera che il Sindaco di Noceto Fabio Fecci ha scritto negli scorsi giorni riguardo la tematica della sicurezza.

La missiva prende spunto dall’episodio accaduto nello scorso dicembre nel quartiere artigianale di Noceto, quando – in pieno pomeriggio – tre malviventi originari dell’est a volto scoperto e muniti di accetta, manganello e cacciavite fanno irruzione in un deposito di un’azienda edile del territorio. I proprietari se ne accorgono e provano a fermarli, senza risultato se non quello di qualche punto di sutura che verrà poi dato loro al Pronto Soccorso.


Fecci assicura che il Comune sta facendo di tutto per non lasciare soli i cittadini: “impiego di uomini della Polizia Municipale anche con turni notturni – scrive nella lettera – costante incremento del sistema di videosorveglianza, estendimenti ormai totali della pubblica illuminazione. Quanto possibile che però non basta!“. La risposta efficiente deve arrivare dal governo che deve ripensare il sistema giustizia: i cittadini devono poter tornare a fidarsi dei politici, anche perchè sottolinea il Sindaco di Noceto, ne va della democrazia.

Il problema della sicurezza pubblica – continua la lettera – non è nè di destra nè di sinistra, ma deve essere risolto da chi ne ha la competenza, cioè lo Stato“. Troppo spesso oggi in Italia l’impressione è quella che chi sbaglia non paga, all’insegna di un buonismo che porta all’impunità.

Su alcuni punti suggeriti al premier Renzi e alla sua equipe di governo, Fecci è molto chiaro: “La certezza della pena è anche un deterrente perchè riafferma il principio che chi sbaglia paga. Senza se e senza ma. Occorre investire sui sistemi di identificazione, segnalazione, per così procedere nell’immediatezza all’arresto. Fondamentale anche abbreviare i tempi dei processi, delle espulsioni, perchè chi non possiede i requisiti previsti dal nostro ordinamento per restare o chi viola le leggi è giusto che venga allontanato“.

Anche il tema dell’accoglienza ai profughi e agli stranieri è importante: “L’accoglienza è giusta – prosegue la lettere di Fecci – ma nel contesto di regole precise e di una sostenibilità che tutela il paese che accoglie“. Chi viene in Italia è dunque ben accetto, a patto che rispetti le nostre leggi, la nostra cultura, la nostra tradizione e che conosca bene la nostra lingua.

Le ultime considerazioni sono rivolte agli enti locali che, in mancanza dell’azione dello Stato, cercano di tutelare come meglio possono i propri cittadini. Sarebbe in questo senso auspicabile svincolare “da ogni tipo di tetto di finanza locale le spese a favore della sicurezza, chi ha risorse deve poterle impiegare senza che le norme lo impediscano“. Altre proposte sono quelle riguardanti la formazione di personale preposto alla sicurezza, non soggetto alla disciplina vincolistica attualmente in vigore; al potenziamento della vigilanza privata e al coinvolgimento attivo dei cittadini a controlli di vicinato.

L’augurio finale di Fabio Fecci, in conclusione alla lettera è che “L’Italia non rimanga un paese di azzeccagarbugli, ma si riaffermi una giustizia rapida, efficace e giusta, perchè anche attraverso questo passa la sicurezza, un diritto primario, perchè senza sicurezza non c’è libertà. Per nessuno“. 

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