I Sindaci di Parma e provincia a Governo e Regioni: “Riaprire subito le scuole”
La scuola non è il problema e deve tornare aperta. Questo quanto affermano in una lettera che i Sindaci di Parma e provincia hanno indirizzato alle Istituzioni di Governo e alle Regioni. Quanto affermato si basa sull’idea che i luogo d’istruzione si siano dimostrati “il luogo più sicuro in cui tracciare, individuare e contenere il virus. Anche nella sua versione mutata – la c.d. variante inglese –, particolarmente aggressiva nei confronti dei più giovani. Chiudere le scuole è stato un errore per la sicurezza di tutti, oltre ad essere una scelta che ha gettato nel caos e nel disagio sociale ed economico migliaia di famiglie“. Questo quanto si legge nella missivia in cui i Sindaci affermano con forza e convinzione come non sia “accettabile individuare nella scuola il problema sostanziale dei contagi nelle città e nel Paese, quando si permettono spostamenti verso le seconde case ovunque e in ogni regione“. Le regole fissate con i nuovi provvedimenti favorirebbero, poi, “assembramenti in famiglia senza reali controlli – fanno notare i primi cittadini del territorio –; quando, soprattutto, è riscontrato ufficialmente dalle Istituzioni sanitarie che i focolai sono causati dai contatti familiari e dalle attività pomeridiane extrascolastiche“.
“Far pagare il lockdown alle famiglie è inaccettabile: le scuole non sono il problema”
“Far pagare il vero lockdown alle famiglie e agli studenti non è accettabile e vanifica tutti gli sforzi organizzativi, economici e di sicurezza portati avanti con ottimi risultati da Enti locali ed Istituti scolastici nel segno dei protocolli e delle linee guida“. Così prosegue la missiva degli Amministratori locali, che non sembrano condividere la linea dettata da Roma e delle Regioni, considerata addirittura “miope e lontana dalla realtà che sindaci, imprese e famiglie vivono ogni giorno“. Famiglie e imprese, ricordano, sarebbero attualmente private di un orizzonte certo proprio nel momento in cui lo Stato dovrebbe essere al loro fianco: “La scuola, lo ripetiamo, non è il problema ma un argine poderoso e funzionante contro il virus. La nostra proposta al Governo e alle Regioni – cui compete la scelta di chiudere le scuole in zona arancione e gialla, fino al parossismo di vedere ristoranti in presenza e scuole bloccate – è di riaprire gli istituti potenziando ancora di più la sicurezza dello svolgimento dell’attività in presenza: riducendo i tempi di diagnostica coi tamponi e utilizzando in modo efficace la dad per le classi in attesa di accertamenti“.
Altro problema riscontrato è quello della didattica a distanza, che i Sindaci dichiarano “non essere sostenibile senza investire risorse immediate per i congedi parentali coperti al 100% e affiancati, ove necessario, da bonus babysitter efficaci“. La chiosa finale riguarda il sistema dei colori delle Regioni con cui si sta tentando di arginare la diffusione del virus, che secondo gli Amministratori andrebbe riformato, facendolo scattare sulla base di dati più locali e con regole più semplici e controllabili. “La scala ideale sarebbe quella calibrata sulla provincia, ma coordinato dalla regione, dimensione ideale per contrastare efficacemente e con rapidità l’insorgenza di focolai. Un sistema unico su base regionale, al contrario, penalizza e rallenta, oltre a fornire un messaggio pessimo ai cittadini: vi siete impegnati? Avete rispettato le regole tenendo bassi i contagi? Scattano lo stesso le restrizioni“, si legge a conclusione della lettera.

