Valentina Vincetti

Il 17 marzo si festeggia la World Baking Day, meglio nota come la Giornata Mondiale delle Torte. In occasione di questa golosa festività, abbiamo avuto il piacere di intervistare Valentina Vincetti, una giovanissima e talentuosa ragazza parmigiana che nel 2015 – all’età di 16 anni – partecipò alla quarta edizione del format televisivo Bake Off Italia (in cui si classificò al settimo posto) trovandosi ad essere la più giovane tra i 14 concorrenti in gara. “Se non c’è passione e non ci metti il cuore, una torta verrà semplicemente una torta e non sarà niente di più. Una torta, invece, deve trasmettere qualcosa, è un atto di gentilezza, una forma di premura verso le persone che ami”, ci ha raccontato Valentina. Inoltre, per i nostri lettori, alle ore 16.00 sulla nostra pagina Instagram Valentina proporrà una video preparazione della torta Duchessa di Parma.

Come nasce la tua passione per i dolci?

La mia passione per i dolci nasce quando ero proprio piccolissima. Calcola che la prima torta l’ho fatta quando avevo quattro anni e ho sempre cucinato di fianco a mia nonna, perché era lei che la domenica o comunque nel weekend, si occupava delle torte, ed io ero lì super gasata: “Nonna voglio provare”. Abbiamo, infatti, delle foto in casa di me che a quattro anni pretendo di usare il forno da sola, non arrivando spesso nemmeno alla manopola. Poi ho continuato a cucinare, so preparare sia il dolce che il salato, anche se mi sono specializzata nel dolce perché mi diverte di più. Ho scelto di partecipare a Bake Off nel 2015, ed è stata un’esperienza un po’ strana.

Da dove arriva l’idea di partecipare a Bake Off Italia?

L’idea di partecipare a Bake Off è nata nel momento esatto in cui ho visto la prima stagione in televisione, solo che ero troppo piccola per essere una concorrente, avevo solo 12 anni quando è uscita, quindi mi sono promessa di iscrivermi una volta arrivata all’età minima per entrare. Infatti ho mandato la candidatura, ma non mi sarei mai aspettata di essere contattata il giorno dopo e di partire successivamente per il provino. Per me è stato stranissimo, perché al tempo, ero una ragazza molto, ma molto timida e quindi temevo l’idea di andare davanti ad un sacco di persone e di essere guardata. Quelle che i telespettatori non vedono è che non è solo un programma di dolci, ma ci vuole anche un minimo di competenza nel saper stare davanti le telecamere, ed è una cosa che ho imparato sulla mia pelle.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

E’ stata un’esperienza forte, che mi ha aiutata molto. E’ stato bellissimo e lo rifarei mille volte, la consiglio a tutti. Mi sono classificata esattamente a metà ed è stata una soddisfazione molto grande. Ad un certo punto durante il programma ho fatto un dolce e il Maestro Knam si è commosso e mi ha dato il bacio accademico: è stata un’emozione grandissima, perché comunque, una persona che ha quattro volte la mia età ti dice che quello che ha mangiato lo ha portato con la mente a dei ricordi e lo ha emozionato, è stupendo; ma mi sono attirata un po’ di “cattiveria e invidia” da parte degli altri concorrenti, perché quando hanno visto che non ero solo una bambina, ma una possibile avversaria, si sono scatenati dei meccanismi che a vederli ora mi hanno peggiorato l’esperienza, ma io colgo solo il bello. A livello di emozioni, sicuramente mi ha lasciato molto entusiasmo, dal momento in cui è finito il programma, si è aperto un mondo per me, il mondo della televisione legato a quello che più mi piace fare, e mi rimane anche tanta soddisfazione, perché per l’età che avevo ho fatto la mia figura.

Cosa hai fatto dopo il programma e come sei tornata alla tua quotidiana vita da 16enne?

Io ero in secondo superiore quando ho partecipato al programma. I miei amici mi hanno vista mancare da scuola per tre mesi, dunque si sono preoccupati. Io non potevo dire nulla quindi ho inventato un corso di formazione. Quando a settembre è poi uscita l’edizione, c’è mancato poco che non mi schiaffeggiassero per non aver detto niente. E’ strato strano perché ho sempre avuto la mia beata privacy e il mio anonimato – e mi andava più che bene data la mia timidezza – invece, dopo la messa in onda della prima puntata, torno e in corridoio mi si fionda addosso un sacco di gente per farmi i complimenti. A quel punto ti rendi conto di quanto siano importanti gli amici che ti volevano schiaffeggiare e non quelli comparsi dal nulla magicamente solo per aver ottenuto un minimo di popolarità.

Cosa fai adesso e quali ambizioni hai per il futuro?

Sono al secondo anno di Economia e Management del Food System, una facoltà che c’è da quattro anni qua a Parma. Tratta dell’economia legata all’industria alimentare. Le persone mi chiedono perché io non abbia scelto una scuola legata alla professione della pasticcieria, e il motivo è che alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” io rispondo – e tutti ridono di me quando lo dico – che voglio fare l’imprenditrice di me stessa e per essere una buona imprenditrice devo avere delle ottime basi economiche, quindi quale modo migliore di avere le ottime basi economiche di cui ho bisogno se non facendo una facoltà che si occupi del settore che più piace a me? Poi, Covid a parte, conduco dei programmi di cucina su Tv Parma. E’ un’ottima scuola perché mi insegna come si conduce, come si scrivono testi e format, faccio tanta pratica e tanta esperienza. Per il resto passo i miei pomeriggi in cucina a preparare torte per i miei amici che sono costantemente “all’ingrasso”.

Qual è il tuo dolce preferito da preparare e quale il tuo dolce parmigiano preferito da gustare?

Il mio cavallo di battaglia è la mia prima torta, da me inventata all’età di 13 o 14 anni. Anche se non è la torta più complicata che io abbia fatto nella vita, è sempre rimasta la mia torta del cuore ed è la stessa che ho portato a Bake Off nella presentazione. Io l’ho chiamata Torta Scarlatta ed è una torta stratificata con cioccolato, Alkermes e mousse di nocciole: una bomba calorica, ma che ne mangi dieci fette e non te ne accorgi nemmeno. Per quanto riguarda un dolce tipico di Parma, purtroppo non ce ne sono molti, quindi ti direi un bel cabaret di paste, bello ricco e con dei bignè alla crema, al cioccolato e così via.

Qual è il segreto che metti in pratica durante la preparazione dei tuoi dolci?

Allora, in cucina ci sono tre regole di solito, che sono: la passione, la pazienza e la pulizia. La passione perché se non c’è passione e non ci metti il cuore, una torta verrà semplicemente una torta e non sarà niente di più. Una torta, invece, deve trasmettere qualcosa, non è mai solo una torta, è un atto di gentilezza, una forma di premura verso le persone che ami; la pazienza perché in pasticceria se vuoi fare le cose di fretta piuttosto non farle, perché se devi rispettare una temperatura o una tempistica di lievitazione, va rispettata; la pulizia perché se lavori in un ambiente disordinato, lo stesso disordine lo avrai nella tua mente. Quindi prima devi riordinare le idee, capire cosa devi fare e poi diventa come una scaletta da rispettare: io so sempre perfettamente dove iniziare e dove finire, se nel mezzo manca qualche passaggio, il risultato non sarà lo stesso.

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