Situazione funghi in Provincia: rarissime nascite; ma quando arrivano?

Al momento poche nascite e se non piove si rischia l’ennesima stagione disastrosa di Andrea Adorni…

Al momento poche nascite e se non piove si rischia l’ennesima stagione disastrosa

di Andrea Adorni – adorni@ilparmense.net

Situazione funghi: rarissime nascite; ma quando arrivano?

La stagione dei funghi stenta a partire, complici le rarissime piogge che hanno investito il Parmense in questo mese di agosto. A dire la verità qualche fenomeno temporalesco si è visto ma non sembra essere stato sufficiente per far partire le nascite. Per non parlare di tutti quelli che hanno solo “sfiorato” la nostra provincia, come quello dei giorni scorsi da “tanto rumore per nulla“. Il risultato è che i funghi non si vedono. O meglio, se ne vedono pochissimi e solo in alcune zone, ma solo i più temerari si avventurano e portano a casa un misero bottino: due o tre porcini e una manciata di galletti.


Ma allora i funghi quando arrivano? La luna piena è appena passata e qualche boleto, nelle zone più umide e dove l’acqua si è fermata di più, dovrebbe essere emerso dal terreno. Non si tratta di nascite diffuse ma di qualche caso isolato e la “sbollatina” durerà ancora per poco. E allora di nuovo ad attendere la pioggia. Le previsioni non sono confortanti e forniscono indicazioni di un ultimo anticiclone africano pronto ad investire l’Italia. Le temperature si alzeranno e asciugheranno il sottobosco. Ma potrebbe esserci una notizia positiva. Venti da Nord sembrano soffiare verso la nostra direzione e se le due correnti si incontrassero potrebbero generare dei rovesci temporaleschi. Altrimenti appuntamento rimandato.

Ma proviamo a gettare lo sguardo sul lungo periodo. Il caldo giusto c’è stato e il sottobosco è pronto a ricevere l’umidità necessaria per far esplodere un tripudio di funghi. La pioggia di agosto avrebbe sicuramente fatto bene ma c’è ancora tempo per rendere l’autunno abbastanza fertile. Se dovesse piovere copiosamente nei primi 15 giorni di settembre allora si aprirebbero scenari interessanti, in caso contrario sarebbe l’ennesima annata disastrosa. Sono ormai quattro o cinque anni che si parla di nascite sporadiche e si attende il risveglio della gloriosa Val Taro, che ormai un po’ malignamente c’è chi comincia a definire la “Val Morta“.

Si ricorda l’importanza, per non incappare in multe, di non effettuare le raccolte senza permessi giornalieri o tesserini stagionali.

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