Solstizio d’inverno: oggi solo nove ore di luce; naso all’insù per le Ursidi

Il sole sorgerà alle 07:34 e tramonterà alle 16:42, si tratta del giorno in cui avremo meno luce diurna; arrivano anche le Ursidi, le ultime stelle cadenti dell’anno

Il sole sorgerà alle 07:34 e tramonterà alle 16:42, si tratta del giorno in cui avremo meno luce diurna; arrivano anche le Ursidi, le ultime stelle cadenti dell’anno

Oggi, alle 16:28, cadrà il solstizio d’inverno. Si tratta di un evento importante dal punto di vista astronomico, perché segna il giorno più corto dell’anno, in cui il Sole compie una fugace apparizione lungo l’arco della giornata. Il 21 dicembre 2018, infatti, l’astro del nostro Sistema solare porterà luce sul Pianeta solo per 9 ore e 8 minuti. A Roma sorgerà alle 07.34 e tramonterà alle 16.42. Questa data, tuttavia, segna anche il giorno più lungo dell’anno e permetterà di poter scorgere le ultime stelle cadenti dell’anno, le Ursidi, che continueranno a illuminare il cielo fino a Natale.

Tutti sappiamo che il solstizio d’inverno segna il giorno più corto – spiega Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani (Uai) – ma pochi sanno che la sua durata varia ampiamente in base alla latitudine, perfino lungo lo Stivale: a Palermo, per esempio, il giorno durerà quasi 25 minuti in più che a Roma e 55 minuti in più che a Belluno”.


Per il Sole si tratterà di una giornata breve ma intensa: “Il 21 dicembre il pianeta terminerà il suo lungo periodo di permanenza nel cielo notturno, raggiungendo la minima distanza angolare dal Sole: la congiunzione non sarà visibile, ma sara’ ugualmente importante – ricorda l’astrofilo – perché segnerà un punto di svolta: all’inizio dell’anno nuovo, infatti, Saturno tornerà ad essere visibile poco prima dell’alba“.

Durante il periodo notturno si potranno quindi “cacciare” le Ursidi, ovvero le ultime meteore dell’anno, che continueranno a illuminare il cielo italiano da Natale e Santo Stefano. “Sarà il caso di tenerle sotto controllo già dal termine del crepuscolo serale“, raccomanda Volpini: potrebbero infatti manifestarsi improvvisi ‘scrosci’ di stelle cadenti, anche se la cometa che le origina, la 1856 Tuttle, non si trova in vicinanza del perielio, ovvero il punto di minima distanza dal Sole.

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