Non vediamo più le stelle: ecco gli effetti dell’inquinamento
Inquinamento luminoso responsabile del fenomeno; la zona più colpita? La Pianura Padana, ma l’Appennino Parmense è un’eccezione
Inquinamento luminoso responsabile del fenomeno; la zona più colpita? La Pianura Padana, ma l’Appennino Parmense è un’eccezione
“E quindi uscimmo a riveder le stelle“, così Dante termina l’Inferno della Divina Commedia. Un presagio di luce e speranza dopo aver visto le terribili pene del mondo infernale. Ma oggi questo messaggio rischia di essere stravolto. Infatti, a causa dell’inquinamento luminoso che avvolge l’Italia, “il 77% degli Italiani non riesce più a vedere la Via Lattea“, ha spiegato il fisico Fabio Falchi. Lo si apprende da uno studio internazionale di ricerca coordinato dall’Italia in collaborazione con l’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento luminoso.
Attraverso il lavoro di questa associazione no-profit si scopre come la parte d’Italia più inquinata sia la Pianura Padana. Di notte ci troviamo letteralmente abbagliati da una quantità spropositata di luci artificiali. Primato che dividiamo con grandi città come Roma, Napoli e Torino. Il rischio, per altro già confermato, è che non riusciamo più a vedere le stelle che percorrono la volta celeste. Questa notizia ha destato particolare scalpore nel mondo scientifico, tanto da essere ripresa dai più importanti media Nazionali e Internazionali.
L’Italia, purtroppo, all’interno del G20 rappresenta il paese con il tasso di inquinamento luminoso più elevato. “In Italia non abbiamo più cieli incontaminati – precisa Falchi. Il territorio meno colpito dall’inquinamento luminoso è quello dell’Isola di Montecristo, seguito poi da quello della Sardegna orientale, intorno al golfo di Orosei, e da alcune zone dell’Alto Adige vicine al confine con l’Austria, come la Valle Aurina e la Val Senales“. Ma un’eccezione è rappresentata dall’Appennino Parmense. Infatti alcune zone dell’Appennino Tosco-Emiliano si salvano: i territori di montagna fra Parma, Piacenza, La Spezia e Genova rimangono virtuosi.
A livello globale si sta prestando molta attenzione al problema. Questo perché le alterazioni del buio presentano diversi fattori di rischio: culturali, ambientali ed economici. Per non parlare della salute. L’uso scorretto dell’illuminazione può portare a scompensi talvolta irreversibili. A livello ambientale, invece, la luce artificiale può compromettere l’orientamento degli animali. Sensibili alterazioni della biologia delle piante, ancora degli animali e anche dell’uomo. La nostra specie, infatti, subisce notevoli irregolarità del nostro orologio biologico.

