tampon tax

Attraverso l’iniziativa “Stop alla Tampon Tax, il ciclo non è un lusso”, in linea con una mobilità internazionale, tre farmacie del comune Collecchio, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, hanno deciso di sposare la proposta di abbassamento dell’IVA imposta sui prezzi degli assorbenti per il ciclo mestruale al 4%. Ad oggi gli assorbenti sono tassati al 22%, al paragone dei beni di lusso. Le tre farmacie aderenti sul territorio di Collecchio sono: la comunale e la Donetti nel capoluogo e la San Giorgio ad Ozzano Taro. Stop alla Tampon Tax si batte affinché il costo dei prodotti per le mestruazioni siano interiti tra i beni di prima necessità, e dunque tassati al 4% e non più considerati beni di lusso. Mentre molti Paesi europei diminuiscono la tassazione degli assorbenti, l’Italia resta a guardare: avere il ciclo una volta al mese ogni mese non è una scelta ma una condizione fisica. Rincuora dunque prendere conoscenza dei passi avanti che si stanno compiendo, anche se lentamente, in direzione di una normalizzazione del fenomeno affinchè venga reso accessibile a tutti senza problemi.

L’assessore William Pietralunga del comune di Collecchio dichiara “l’Amministrazione comunale si è attivata affinché le farmacie del territorio proponessero un’azione di riduzione dei prezzi sui prodotti sanitari ed igienici specifici del caso, al fine di migliorarne la disponibilità e l’educazione all’uso specialmente nei confronti delle donne che vivono in condizioni più svantaggiate. L’invito ha trovato immediata disponibilità da parte di tutte e tre le farmacie di Collecchio che ringrazio e quali hanno concordato sulla riduzione della vendita degli assorbenti di una cifra corrispondente alla tassa del 22%, che li assimila ai beni di lusso in un’ottica non più accettabile”. La sindaca Maristella Galli sottolinea che in Italia, mensilmente, circa 21 milioni di donne acquistano assorbenti per un totale di circa 2.6 miliardi di prodotti venduti: “calcolando il costo medio di 4 euro a confezione, il totale annuo per ciascuna donna è di circa 126 Euro dei quali 22,88 di Iva”. Continua la sindaca “Non si tratta solo di una questione economica, ma anche e soprattutto di civiltà non secondaria: il ciclo mestruale non è una scelta ma una funzione dell’organismo femminile alla quale necessitano beni igienici primari.” L’iniziativa Stop alla Tampon Tax proseguirà per tre mesi a partire dal 26 di aprile: esclusi dalla promozione i prodotti per l’incontinenza, quelli post parto e le coppette mestruali con IVA già ridotta al 5%. È possibile aderire ad una petizione contro l’IVA al 22% per gli assorbenti attraverso una firma digitale sul sito di change.org.

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