La Tavola del Contado: una start-up per far rinascere l’Appennino

Agata Cleri racconta come nascono a Torrechiara la start-up d’innovazione sociale “La Tavola del Contado” e il Tour Operator “Assapora Appennino”

Agata Cleri racconta come nascono la start-up “La Tavola del Contado” e il Tour Operator “Assapora Appennino”

di Vanessa Allegri

Ai piedi dell’incantevole castello di Torrechiara, in piazza Leoni, c’è un delizioso bar/emporio in cui si respira da subito un’atmosfera famigliare e accogliente. L’aggettivo “delizioso” non è casuale. La Tavola del Contado – questo il nome del locale – è infatti uno scrigno di prelibatezze locali a chilometro zero. Sono tantissimi i prodotti che si possono scoprire e assaporare: dal succo di more biologiche dell’azienda agricola Ambrosia al sidro di mele dell’azienda agricola Tre Rii; passando per la farina di castagne di Agriappennino, il croccante di Castrignano e il Parmigiano-Reggiano del Caseificio Sociale di Beduzzo. Questo solo per fare alcuni esempi. Ad accomunarli un’unica, fondamentale costante: la passione e l’amore per il nostro territorio.


Ogni vasetto racchiude una storia”, afferma con orgoglio Agata Cleri. Portavoce dell’associazione Donne di Torrechiara e imprenditrice sociale follemente innamorata dello storico borgo in cui vive e di tutto l’Appennino Tosco-Emiliano, Agata fonda nel 2014 una start-up d’innovazione sociale insieme a Valeria Lugli, amica di una vita e presidente di Donne di Torrechiara.

Una storia… col nastro rosa

La loro associazione nasce in seguito al terremoto colpisce Torrechiara nel dicembre 2008. Lo storico castello e la scuola materna subiscono gravi danni dovuti alle scosse e questo scuote anche gli animi dei residenti. In particolare, un gruppo di donne decide di farsi carico in prima persona dei problemi della frazione e si attiva per migliorare la vita quotidiana di tutti. Questo sodalizio rosa ottiene risultati come la creazione in piazza Leoni di uno spazio pedonale attrezzato pubblico, dotato di gazebo, sedie e panchine; la nascita del Centro Culturale di Torrechiara dedicato a don Mario Poli e, nel 2015, l’inaugurazione del Parco Giochi.

Forti di queste piccole grandi vittorie, le Donne di Torrechiara capiscono di poter fare la differenza per innescare un cambiamento a beneficio dell’intera comunità. Come fare però? Su cosa concentrare l’attenzione? La risposta è il turismo. Ogni anno, infatti, quasi 70.000 visitatori entrano nel Castello di Torrechiara, escono e se ne vanno. Senza lasciare introiti all’economia locale. I piccoli negozi sono al collasso e rischiano di chiudere. Che fine fanno i soldi dei turisti? Chi è il fruitore finale di questi flussi economici?  Infine abbiamo capito; chi organizza i viaggi decide anche dove i turisti spenderanno i loro soldi. Per far rinascere Torrechiara e tutto il territorio circostante dovevamo dunque creare un nostro tour operator”, spiega Agata.

Pronte per partire, restando a casa

Ora che la direzione è chiara, non resta che muovere i primi passi. Nel 2012, grazie al sostegno del Lions Club Langhirano Tre Valli, promuovono delle borse di studio rivolte a ragazzi residenti in Appennino per diventare guide ambientali o turistiche. Grazie a questa iniziativa, cinque ragazzi hanno ottenuto l’abilitazione, dando vita all’associazione Guide Val Parma.

Per poter aprire la loro agenzia di viaggi, Agata e Valeria nel 2013 diventano socie della Cooperativa 100 Laghi; la quale ha in gestione l’ostello del Castello di Corniglio e l’ostello Cascina Cavalli a Riana (Monchio delle Corti). L’idea alla base delle cooperative di comunità è quella di creare lavoro per i membri della comunità stessa. Questo è anche lo scopo di Agata e Valeria.

Una nuova impresa

Grazie al loro coraggio e al forte desiderio di cambiamento, nel 2014 le due amiche fanno il salto di qualità. Si avventurano in una vera e propria impresa.  Nasce così la start-up “Non solo caffè – La Tavola del Contado”. Non un semplice bar, come suggerisce il nome, ma il punto di partenza di una rete di rapporti e relazioni umane che Agata e Valeria hanno saputo tessere con costanza e determinazione.

Abbiamo riunito i piccoli produttori locali e ogni prima domenica del mese –  a partire dal marzo 2015 – piazza Leoni ospita il Mercato del Contado. Perché l’innovazione sociale si basa sulla relazione”, prosegue Agata. “Questo bar/emporio è stato fatto soprattutto per i nostri concittadini, e la scelta dei fornitori è naturalmente ricaduta sui produttori del Mercato del Contado”.

Turismo di comunità

Vede la luce anche il loro Tour Operator, Assapora Appennino: “Ma il nostro obiettivo, come recita la targa dell’agenzia, è il turismo di comunità. Noi ci occupiamo solo di creare incoming – ci tiene a precisare Agata – desideriamo organizzare offerte turistiche che facciano lavorare le imprese locali. I nostri pacchetti prevedono, ad esempio, che i turisti dormano in Appennino invece che a Parma”.

Il 9 giugno 2015 l’Appennino Tosco-Emiliano viene dichiarato riserva MaB (Man and Biosphere) Unesco e ad Agata quasi non sembra vero. La soddisfazione è tale da imprimere questo giorno nella sua memoria come una data di famiglia: “L’Unesco con questo riconoscimento certifica che l’uomo in tanti millenni ha saputo convivere con la natura e rispettarla; ci sono infatti tantissime specie endemiche  e grandi eccellenze agroalimentari. È una grande opportunità che noi abitanti abbiamo il dovere di cogliere. Dobbiamo essere noi i protagonisti di questa rivoluzione“.

Assapora Appennino collabora con i tour operator di Parma e lo Iat di Parma, chiarendo da subito che vuole occuparsi solo di Appennino. L’obiettivo dell’agenzia non è infatti il guadagno fine a se stesso.. Rivitalizzare l’economia di tutto l’Appennino, valorizzare i suoi prodotti e riscoprire i suoi luoghi. Creare lavoro e ripopolare il territorio. Questi gli obiettivi principali che Agata e Valeria rincorrono e a cui si dedicano con anima e corpo.

Al Castello con Bianca e La Via di Linari

In qualità di start-up, il loro compito è inventare prodotti per migliorare le condizioni di vita di chi fa parte della comunità. Uno dei primi servizi turistici messi a disposizione dall’agenzia è stato dunque “Bianca vi guida”. Questa speciale visita guidata del Castello di Torrechiara prevede che grandi e piccini siano accompagnati da una guida che veste gli abiti medievali di Bianca Pellegrini, l’amata del Conte di San Secondo Pier Maria Rossi, il quale fece costruire il Castello proprio per lei. Chiunque fosse curioso di sperimentare questo breve viaggio nel tempo, può farlo ogni domenica. Bianca vi attenderà all’ingresso del Castello.

Un altro importante obiettivo che Agata e Valeria sono riuscite a raggiungere nell’agosto 2016 è stato il riconoscimento ufficiale da parte dell’APT Emilia-Romagna della Via di Linari. Questo antico cammino deve il suo nome all’abbazia dei SS. Salvatore e Bartolomeo a Linari. Oggi solo un cumulo di suggestivi ruderi, un tempo l’edificio sacro ha ricoperto un ruolo di fondamentale importanza sociale, politica e religiosa. Percorsa in passato da commercianti e pellegrini, la Via di Linari attraversa il Passo del Lagastrello e andando verso Aulla si ricongiunge con la Via Francigena. Questo nuovo prodotto turistico, frutto del progetto “Sulle tracce di antiche vie”, apre infinite possibilità di lavoro e coinvolge vari tipi di turismo, compreso quello spirituale.

Un Appennino ricco di sorprese

Assapora Appennino promuove un turismo esperienziale e didattico, non di lusso. Si rivolge a tutti coloro che desiderano stare a contatto con la natura, gustare sapori genuini e incontrare persone autentiche. Sul sito dell’agenzia è possibile trovare numerose proposte; adatte sia a famiglie che a gruppi di amici. Parchi avventura, yoga per bambini, passeggiate a cavallo, escursioni fotografiche e tanto altro.

In Appennino si possono svolgere svariati tipi di attività – spiega Agata –  e il nostro territorio non ha nulla da invidiare ad altre località turistiche più conosciute e rinomate. Qui potenzialmente ci sono molte opportunità di lavoro, bisogna solo saperle cogliere. Noi non solo desideriamo che i giovani residenti in Appennino non se ne vadano; vorremmo far tornare chi è dovuto andarsene e fare arrivare persone che abbiano voglia di costruire qui il loro futuro. Non devono essere per forza giovani: io e Valeria abbiamo fondato una start-up a sessant’anni. Finché si è vivi c’è sempre tempo per cambiare la propria vita e inseguire i propri sogni. Io e Valeria ne siamo la prova vivente”.

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