In Parlamento l’interrogazione dell’onorevole Foti (FdI): “Senza l’autorizzazione dei Beni Culturali le Terme non possono essere vendute”

SALSOMAGGIORE | Negli ultimi giorni dell’anno arriva la stoccata dell’onorevole Tommaso Foti di Fratelli d’Italia che interroga il Governo sulla vendita delle Terme Berzieri, simbolo della cittadina salsese.

Giù le mani dal Berzieri“, afferma l’onorevole di FdI sostenendo che la vendita dell’immobile dal comprovato pregio architettonico” necessita dell’autorizzazione della Soprintendenza dei Beni Culturali che nel 1993 ha vincolato il plesso liberty di Salso e la palazzina Warowland come “immobile di interesse particolarmente importante“. 

Il Comune di Salsomaggiore – continua Foti – non può vendere questo capolavoro come fosse ‘una vetraria’, ma deve attenersi alle norme del Codice dei Beni culturali, trattandosi di un bene vincolato dal Ministero“. Il giudizio di Foti è netto: “L’autorizzazione della Soprintendenza ad alienare il bene non è divenuta improvvisamente obbligatoria nella fase liquidatoria di Terme S.p.A., ma andava richiesta ed ottenuta già nel 2015 al momento della formulazione della domanda di concordato o, quanto meno, al momento dell’accoglimento della stessa da parte del Tribunale di Parma nel giugno 2017“.

Infine il deputato di Fratelli d’Italia rimarca nell’interrogazione la mancanza dell’autorizzazione “o quanto meno di comunicazione dell’autorizzazione a vender lo ‘Stabilimento Berzieri’ e la ‘Palazzina Warowland’. Va da sè – conclude il parlamentare – che tale autorizzazione potrebbe non giungere mai o, nella migliore delle ipotesi, che la stessa prescriva condizioni particolarmente onerose per gli eventuali acquirenti, rendendo di fatto il bene non appetibile”.

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