Traversetolo, polemica sul Vicesindaco Fornari: “Nessun rispetto per il ruolo istituzionale”
Ha destato polemica il discorso del 2 giugno del vice sindaco Luca Fornari che ha…
Ha destato polemica il discorso del 2 giugno del vice sindaco Luca Fornari che ha parlato di ‘Terza Repubblica‘; la minoranza: “Nessun accenno a Costituzione e Resistenza“
TRAVERSETOLO | I gruppi consiliari Traversetolo Civica, Traversetolo Domani e Insieme per Traversetolo, in una nota, denunciano le parole poco appropriate del vicesindaco Luca Fornari in occasione del discorso tenuto alle celebrazioni dello scorso 2 giugno. “Indifferente – scrivono i gruppi consiliari – alla fascia tricolore che indossava”.
È polemica a Traversetolo tra i gruppi consiliari della minoranza e il vice sindaco Luca Fornari: Traversetolo Civica, Traversetolo Domani e Insieme per Traversetolo denunciano le parole del discorso che Fornari ha tenuto in occasione del 2 giugno quando, “spinto probabilmente dall’euforia per il decollo del governo 5 stelle-Lega, ha auspicato che questa giornata coincidesse con la nascita di una Terza Repubblica, finalmente libera dalle scorie lasciate in eredità dalla precedente legislatura“. Di quest’ultima, in particolare, sono stati elencati il sostegno ai banchieri, l’immigrazione incontrollata, la collusione tra potere e movimento cooperativo.
“Indifferente – prosegue la minoranza – della fascia tricolore che indossava ha confuso il suo ruolo istituzionale e di rappresentante di una comunità con quello di rappresentante politico“. Nessuna citazione, nel discorso, al sacrificio della nazione da prima dell’Unità, alla Resistenza e alla Costituzione. “Diversi e appropriati – continua la nota – erano i toni del sindaco Dall’Orto in occasione del 25 aprile. Qui, invece, abbiamo assistito alla manifestazione, nel migliore dei casi, dell’incomprensione di cosa significhi essere un rappresentante, sia pure locale, della Repubblica che si stava festeggiando“.
Secondo Traversetolo Civica, Traversetolo Domani e Insieme per Traversetolo non era quella la sede per parlare del nuovo governo: era invece la sede per richiamare i motivi dell’essere uniti nelle scelte di fondo, anche se di diverso orientamento. “La seconda parte del discorso – conclude la minoranza – è suonata retorica e stonata, ancor più a fronte della consegna finale del testo della Costituzione ai diciottenni e ai nuovi residenti. Si dovrebbe rammentare infatti che coloro che la scrissero e la votarono erano certo uomini di parte, capaci tra loro di scontri aspri e senza sconti, ma che ben sapevano dove terminava il partito e dove cominciava l’istituzione pubblica comune e condivisa, appunto repubblicana“.

