Fondamentale esponente della corrente manierista della pittura emiliana, Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino, fu fin da subito molto apprezzato dalla critica: a lui è dedicato, in gran parte, l’anno 2024 in Rocca Sanvitale di Fontanellato dove è visitabile la straordinaria Saletta di Diana e Atteone affrescata dall’artista su committenza dei giovani sposi e signori del castello Galeazzo Sanvitale e Paola Gonzaga tra il 1523-1524.

Per i 500 anni trascorsi dalla data in cui è stato dipinto il gioiello custodito nel maniero emiliano, l’Associazione Temporanea di Imprese che gestisce il Museo e la roccaforte, di proprietà comunale, hanno ideato un carnet di iniziative volte ad omaggiare Parmigianino.

Le proposte in programma

Si inizia domenica 17 marzo 2024, ore 16.30, con “500 anni della Saletta di Diana e Atteone – Un Aperitivo Alchemico con Parmigianino”, una visita animata alla scoperta del celebre affresco con piccolo momento conviviale al termine del percorso. In centro storico Mercatino dell’Antiquariato. Viaggio con taglio divulgativo per conoscere un’opera d’arte straordinaria e immortale. I livelli iconologici, simbolici ed iconografici verranno illustrati per accompagnare i partecipanti a scomprendere al meglio i tantissimi e sorprendenti dettagli dell’opera d’arte.

Domenica 24 marzo 2024, alle ore 11, e domenica 26 maggio, domenica 23 giugno, domenica 22 settembredomenica 27 ottobre, sempre alle ore 11, nel parco delle Ex Scuderie dei Conti Sanvitale di fronte al maniero, “Visita al Parco – Luogo di Delizie e Colori”: si celebra l’arrivo della primavera e la rinascita del romantico giardino ottocentesco, con un tour all’antico “brolo verdeggiante”, un piccolo capolavoro botanico creato dai conti Sanvitale, i quali avevano creato serre fredde, esedre, cineserie e scorci paesaggistici tuttora esistenti, ricco di alberi secolari, arricchito dalla presenza della meridiana risalente al 1882, di una pagoda cinese. Ma quali colori si ricavavano dalle piante e dalle pietre invece nel Rinascimento? Con quali materiali dipinse Parmigianino la Saletta di Diana e Atteone? Generalmente è noto che il verde si possa ottenere dalla Calicotome Villosa, il marrone dalla Lawsonia, il rosso dalla Rubia, piante coloranti tra le più note e diffuse. E Parmigianino cosa utilizzò invece?

Giovedì 25 aprile 2024, alle ore 17, è tempo di ristoro e relax con “Aperitivo Antico nel Parco”. Se infatti lo spazio del giardino e della selva – simbolicamente rappresentati nella Saletta di Diana e Atteone all’interno della Rocca Sanvitale – è scandito in pennacchi a finto mosaico dorato, sfondati in oculi aperti sul cielo, con peducci al posto dei capitelli, vero spazio verde si visita nell’area delle Ex Scuderie di fronte al maniero. Se nel soffitto dell’Affresco in Castello si ammira un pergolato di rose bianche che si apre su un cielo azzurro con al centro uno specchio, nel giardino delle Ex Scuderie altre tipologie di rose, piante secolari, sempreverdi vi accolgono.

Domenica 2 giugno 2024 alle ore 9.30 abbinata alla Visita guidata alla Rocca Sanvitale con focus sull’Affresco del Parmigianino, si svolge la Colazione nel Giardino Pensile del Maniero, raccolto spazio dedicato a Flora, affacciato sul fossato colmo d’acqua. L’iniziativa rientra nella rassegna “Colazione in Castello” dei Castelli del Ducato. La giornata inizia così con un rifocillante pieno di energia – tra delizie dolci e salate – e prosegue con la visita alla roccaforte. Nella Saletta affrescata dal Parmigianino, si potrà ammirare a partire dalle lunette dipinta la storia di Atteone, il giovane che durante una battuta di caccia al cervo venne trasmutato in preda e sbranato dai propri cani per la colpa, del tutto involontaria, di essersi imbattuto nella magnifica dea Diana nuda al bagno, accompagnata dalle sue ancelle.

Sabato 21 settembre alle ore 18 da non perdere “Il Gusto della Cultura a tema Parmigianino con degustazione di vini”. L’affresco nella Saletta di Diana e Atteone, di raffinata eleganza, con le diverse interpretazioni che ne hanno proposto i critici, senza giungere a una definitiva spiegazione univoca – per quanto l’analisi più accreditata verrà illustrata in Rocca Sanvitale tra le molte possibili – non fa che aumentarne il fascino. “Il Gusto della Cultura” è dunque un invito a prendersi il tempo lento per ammirare un’opera d’arte, al contempo assaporando sapori enogastronomici del territorio.