Un servizio di mensa per il territorio offerto da ragazze e ragazzi disabili: questo è il futuro dell’integrazione

Presentato presso i locali di Innovation Farm adiacenti all’Istituto Carlo Emilio Gadda di Fornovo “Una im-mensa opportunità“, progetto sociale ad alto valore formativo ed innovativo che mette a disposizione le abilità della disabilità nel fornire un servizio mensa.

Il progetto, che verrà realizzato  prossimamente a Fornovo di Taro nei locali degli Ex Poliambulatori AUSL in fase di ristrutturazione grazie all’ingente lavoro e agli sforzi dell’Assistenza Pubblica di Fornovo, è stato proposto, seguito e realizzato da Consorzio Fantasia Onlus e si sostanzierà di un servizio mensa per il territorio all’interno del quale verrà impiegato anche personale disabile inserito in un percorso formativo ed educativo. Un impegno, quello del Consorzio attivo nella valli Taro e Ceno, che ha visto in prima linea da oltre un anno la Silvia Cunegondi e Giacomo Capece, rispettivamente Responsabile del Settore Psichiatria e Disabilità Adulti e Direttore di Consorzio Fantasia.

Presenti alla presentazione del progetto, oltre ai “padroni di casa” di Innovation Farm con il vicepresidente Franco Bercella e dell’Istituto Carlo Emilia Gadda di Fornovo con la preside Margherita Rabaglia, il presidente di Consorzio Fantasia Giovanni Capece, il sindaco di Fornovo Emanuela Grenti, il presidente della Provincia di Parma Diego Rossi, il direttore di distretto Taro e Ceno dell’Ausl Gianluca Pirondi, il Direttore Unità Operativa Complessa SMA-DP AUSL Parma Distretto Valli Taro e Ceno  Lorenzo De Donno, il vicepresidente del distretto valli Taro e Ceno Riccardo Ghidini, la Responsabile del Settore Psichiatria e Disabilità Adulti di Consorzio Fantasia Silvia Cunegondi e l’architetto che ha progettato la struttura Enrico Galeazzi.

"Una im-mensa opportunità": il futuro dell'integrazione firmato Consorzio Fantasia

Una linea comune quella presentata ed esposta dai vari interlocutori: “Un progetto di grande valenza sociale, un innovativo strumento di integrazione che mette al primo posto il percorso di crescita, di riqualificazione del disabile“. Un Servizio che nascerà per essere “ricchezza per le persone che fruiranno della mensa, che impareranno a conoscere le risorse della disabilità andando oltre ai canonici pregiudizi e per i disabili stessi che avranno la possibilità di scoprire nuove abilità, di sentirsi capaci di fare, di inserirsi nella quotidianità delle relazioni grazie alla pratica lavorativa“. Un progetto che si configura quindi come contesto per innescare “nuovi processi di crescita sociale e che risponde a pieno alle esigenze del territorio e della sua popolazione“.

Un cambio di paradigma nel mondo sociale

Un progetto fresco, nuovo nella forma e sopratutto nei contenuti. Un vero cambio di paradigma. Viviamo nella società abituata a chiudere un’occhio sulla differenza, a voltare spalle e sguardo al diverso da noi, una società nella quale, anche dove s’annida la virtù, è propensa a considerare la disabilità e le competenze e abilità che questa è in grado di mettere in campo come sole dimensioni bisognose di supporto. Non certo realtà da cui ricevere, diversamente, un supporto e di cui arricchirsi attraverso la relazione.

Proprio su questo punto il ribaltamento di senso che il progetto offre: la disabilità al servizio del territorio, al servizio cioè di tantissime persone che si spostano, lavorano e studiano in questi luoghi e possono trovare, nell’efficienza e nell’efficacia del lavoro di questi ragazzi, l’opportunità non solo di usufruire di un buon servizio, quanto di creare uno spazio di relazione forse atipico ma non per questo meno importante.

"Una im-mensa opportunità": il futuro dell'integrazione firmato Consorzio Fantasia

Ad essere messi allo specchio sono due mondi, quello che tutti noi siamo abituati a vivere, fatto di corse tra un luogo e l’altro, di brevi soste dal lavoro quotidiano e di commissioni da sbrigare e il mondo della costruzione della propria identità, dell’autoaffermazione personale e dell’integrazione. L’integrazione di ragazze e ragazzi che si mettono in gioco per guadagnarsi un posto in quel mondo, uno spazio sociale che, per quanto gli spetti di diritto, nella realtà di tutti i giorni spesso gli è precluso, inaccessibile, di difficile comprensione.

Il progetto presentato a Fornovo che nei prossimi mesi vedrà queste persone mettere a disposizione degli altri le proprie competenze lavorative, di vissuto e le proprie abilità è l’esempio più compiuto del significato che il mondo sociale del nostro territorio ha saputo dare, sa e saprà dare alla parola integrazione.

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