L’uomo picchiava la compagna da più di anno, ferendola e insultandola anche davanti ai figli piccoli; arrestato qualche mese fa, oggi la condanna
L’uomo picchiava la compagna da più di anno, ferendola e insultandola anche davanti ai figli piccoli; arrestato qualche mese fa, oggi la condanna
di Jessica Setti
Arriva oggi in tribunale la pena di un anno e sei mesi di reclusione per un trentaseienne di Mezzani. L’uomo era stato arrestato qualche mese fa, accusato dalla compagna ventisettenne di maltrattamenti con violenze fisiche e psicologiche. L’uomo non si è mai fatto scrupoli: spesso picchiavo la ragazza e le ha inferto gravi lesioni anche di fronte ai figli di soli cinque e tre anni.
Questo è l’ennesimo caso di violenza contro le donne inferta tra le mura domestiche. Da chi dice di amare, quando invece spesso arriva a ferire gravemente, se non ad uccidere. L’incubo di questa giovane donna è stato interrotto dall’arresto del trentaseienne, avvenuto in giugno. La pena, anche se patteggiata, fortunatamente non è stata sospesa.
La storia di questa convivenza è triste e malata: l’uomo geloso fino alla follia era ossessionato dal pensiero che la compagna lo tradisse, per questo ogni giorno le si rivoltava contro, coprendola di insulti e minacce anche davanti ai figli piccoli. Botte e ferite erano ormai un la quotidianità.
Trattava la ragazza come una carcerata; non poteva avere contatti col mondo esterno, se non per recarsi a lavoro
La pazzia dell’uomo non si limita solo alla violenza. Tratta la compagna quasi come una carcerata. Pretendeva che la ragazza non avesse alcun contatto col mondo esterno, se non per andare a lavoro o per recuperare i figli a scuola. Non poteva assolutamente chiamare le amiche o parlare con le vicine di casa. Era arrivato a proibirle persiono di uscire sul balcone a stendere i panni.
Il controllo ossesivo ha portato l’uomo ad avere sempre più scatti di ira. Persino il giorno del battesimo della figlia l’uomo si scaglia contro la compagna colpendola ripetutamente alla schiena e al fianco, usando una stampella. Probilmente la follia dell’uomo è stata accentuata anche dal consumo di alcolici e di sostanze stupefacenti.
Dopo un anno di abusi e maltrattamenti la donna prende coraggio e querela l’uomo alle autorità guidiziarie. Considerata la pericolosità della situazione le autorità si muovono rapidamente, incarcerando l’uomo per il reato di maltrattamento in famiglia. Finalmente oggi, dopo quasi cinque mesi dall’arresto, arriva la sentenza.