Parma, è polemica sull’immigrazione: “Spesi 590mila euro per curare i clandestini”

Lega Nord all’attacco: “In città nel 2017 sono stati 588.684 euro i fondi destinati alle…

Lega Nord all’attacco: “In città nel 2017 sono stati 588.684 euro i fondi destinati alle prestazioni sanitarie per clandestini; il Prefetto faccia qualcosa”

PARMA | “Il problema purtroppo non si risolve semplicemente con il calo degli sbarchi come racconta il Prefetto di Parma; la nostra comunità si sta sobbarcando costi altissimi per tutti i clandestini. Paghiamo le spese per prestazioni sanitarie non solo ai richiedenti asilo appena giunti ma anche a tutti quelli che vivono qui irregolarmente e per lo più nell’illegalità. Il rappresentante del Governo sul territorio di Parma dovrebbe essere più attivo per la diminuzione di quei costi”.

Sono queste le parole di Fabio Rainieri, Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega nord, il quale replica deciso alle parole del Prefetto di Parma Giuseppe Forlani. Quest’ultimo, infatti, aveva annunciato una riduzione dei migranti da ospitare sul territorio a fronte dell’emergenza accoglienza.

Secondo i dati in possesso dell’Assessorato regionale alla salute e comunicati ai Consiglieri del Gruppo Lega nord, ha spiegato Rainieri, solo a Parma nel 2017 “sono stati spesi 588.684 euro per prestazioni sanitarie solo a cittadini stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno e che non rientrano a nessun titolo tra quelli ospitati grazie ai programmi CAS e SPRAR nelle varie strutture di accoglienza, come i richiedenti asilo“. Si tratterebbe, a parere dell’esponente del Carroccio, di “spese di cui si fanno carico Ausl e Azienda ospedaliera universitaria di Parma per erogare gratuitamente servizi come ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali, prestazioni di pronto soccorso e farmaci a erogazione ospedaliera“.


Una legge dello Stato stabilisce che gli stranieri senza permesso di soggiorno sul territorio nazionale hanno diritto ad essere presi in carico e curati dall’Ausl di riferimento: lo stesso decreto, però, dispone anche che il finanziamento delle prestazioni sanitarie riservate ad immigrati irregolari sia a carico del Ministero della Salute.

Dovrebbe quindi essere lo Stato a rimborsare ad ogni azienda sanitaria della Regione Emilia Romagna l’importo dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie ai cittadini stranieri non in regola – ha quindi spiegato l’esponente leghista – Peccato che questo avvenga solo in minima parte e che i tempi di recupero dei crediti siano piuttosto lunghi“.

A fronte di una spesa di 871.630 euro per l’annualità 2016, il Ministero avrebbe infatto rimborsato ad Ausl e Azienda ospedaliera di Parma un importo pari a 331.955 euro, meno del 50% di quanto dovuto. Un disavanzo che, calcolato a livello regionale, sale a 4 milioni 892mila 825 euro, a fronte di una spesa complessiva di 8milioni 115mila 971 euro, da Roma sono tornati appena 3 milioni 223mila 146 euro.

Le ragioni dell’insolvenza o dei ritardi del Ministero della Salute sono le più disparate ma il risultato non cambia – attacca infine Rainieri – Il nostro sistema sanitario regionale continua a spendere milioni di euro non solo per chi vanta la condizione di migrante o richiedente asilo, ma anche per chi in Italia non avrebbe nessun diritto a rimanere, mentre i cittadini italiani pagano fior di tasse e i ticket per avere i medesimi trattamenti“.

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