Alluvione, l’aiuto della Croce Rossa di Parma: “Operativi sin da subito, emozioni travolgenti” | INTERVISTA
Il 15 giugno 1864 fu fondata la Croce Rossa Italiana, e a partire da quell’anno gli interventi dei volontari si sono moltiplicati in tutto lo stivale e all’estero. Come sappiamo, nei casi di emergenza, la Croce Rossa è prontamente attiva per gli interventi di qualsiasi tipo e, di recente, lo abbiamo visto con l’alluvione in Emilia-Romagna.
In occasione del compleanno della CRI infatti, abbiamo fatto qualche domanda al comitato parmigiano della Croce Rossa, che grazie al coordinamento con la Protezione Civile è riuscita ad attivarsi fin da subito per prestare aiuto nei territori colpiti a maggio dalle frane e dalle alluvioni. Come prima cosa sono stati trasportati sacchi di sabbia per contenere l’afflusso di acqua straripata dai torrenti, in seguito sono partite per la Romagna squadre di soccorso, con materiali utili da raccogliere nei centri accoglienza. Molto forte – affermano il Presidente Giuseppe Zammarchi, il Referente Operazioni Emergenza CRI provinciale Davide Michelotti e la referente di Sala Operativa Locale CRI Parma S.lla Sonia Magnani– è stato il contatto con le persone e anche il legame che si è creato tra alcuni volontari e le persone soccorse. Una forza umana che, seppur con profonde differenze, può ricordare quella che si è riscontrata durante gli interventi per l’alluvione del Baganza.
Nel mese di maggio le alluvioni e le frane che si sono verificate nell’Emilia orientale e in Romagna hanno chiesto l’intervento immediato di molte forze sul posto. Da Parma, come vi siete organizzati per portare aiuto nei territori colpiti?
È importante premettere che ogni qualvolta vengono emesse allerte meteo di particolare rilevanza, il nostro Comitato, essendo parte del sistema di Protezione Civile, viene sempre pre-attivato internamente con un primo avviso di richiesta disponibilità di personale in pronta partenza. Questo per permetterci, in caso di chiamata, di rispondere quasi in tempo reale. L’emergenza Emilia-Romagna non ha fatto eccezione, ovviamente non ci si aspettava un’emergenza di così vaste proporzioni, ma ci siamo via via adattati al mutare degli eventi.
Durante la prima fase del maltempo, il gruppo Emergenze CRI Parma era già operativo per fornire supporto nella preparazione e trasporto dei sacchi di sabbia atti a contenere il grande afflusso di acqua dei torrenti. Quando poi è scoppiata l’emergenza, ci siamo immediatamente organizzati per fornire una prima risposta alla richiesta di supporto giunta dal sistema di emergenza territoriale 118, iniziando al contempo ad organizzare le squadre di Emergenza che avrebbero dato supporto alla Protezione Civile sul campo. La nostra disponibilità è stata “a tutto tondo”, partendo dall’invio di squadre specializzate per operare sul campo, passando per i trasporti logistici di materiali donati e di strutture di supporto ai campi di accoglienza, arrivando al lavoro in centrale operativa regionale e locale.
Importante in queste situazioni è anche fornire un supporto psicologico alle persone (ne abbiamo parlato in questa intervista, N. d. R), oltre che capire le reali necessità delle stesse, che vanno ben oltre quello che si può immaginare vedendo le immagini. Per questo motivo il gruppo SEP del Comitato ha fornito supporto psicologico tramite dottori specializzati, come il Dott. Barbieri, e si è messo a disposizione delle persone tramite le Infermiere Volontarie, come S.lla Apuzzo, che hanno parlato con le persone a Faenza per comprendere tutte le loro necessità
Siamo rimasti e siamo tutt’ora disponibili a qualsiasi richiesta.
A causa dell’emergenza, avete registrato un aumento nell’adesione dei volontari alla Croce Rossa di Parma che volevano mettersi a disposizione?
Nelle situazioni di emergenza la risposta dei volontari CRI è sempre eccezionale. Allo stesso modo abbiamo avuto contatti di persone che avrebbero dato volentieri una mano. Croce Rossa Italiana ha attivato per questa emergenza la possibilità di reclutare “Volontari temporanei”, figure che, a fronte di un piccolo corso formativo online, possono fornire il loro aiuto come volontari CRI. Come Comitato non abbiamo però usufruito di questa possibilità, avendo personale sufficiente a rispondere alle richieste che sono pervenute nel tempo. Ci troviamo sempre nel delicato ruolo di portare aiuto e soccorso ovunque, tutelando al contempo la salute dei nostri volontari. Nelle prime fasi vi erano notevoli rischi idraulici, con i mezzi che dovevano farsi largo su strade invase dall’acqua, 30/40 cm d’acqua erano la norma purtroppo, quando non vi erano situazioni peggiori. Successivamente sono emerse le criticità che tutti conoscono a causa del ristagno d’acqua. Nei giorni successivi abbiamo quindi deciso di attenerci all’utilizzo di personale formato esclusivamente da volontari formati nella gestione delle Emergenze, dando sempre risposta a tutte le richieste pervenute. La tutela della salute di tutti è sempre al primo posto.
Quali interventi avete adoperato in loco?
La prima risposta è stata quella data al sistema di Emergenza Territoriale 118, tra gli ingenti danni causati dall’alluvione in Romagna, vi è stato anche quello che ha coinvolto le sedi operative del soccorso, come quelle di Croce Rossa, ciò ha richiesto un intervento di supporto dalle altre provincie della regione. Coordinati dalla Centrale Operativa 118, ci siamo mossi con equipaggi di soccorso in ambulanza fin dalla prima serata per potenziare il sistema di emergenza territoriale 118. Oltre che da Parma città, che ha visto coinvolta sia Croce Rossa che Assistenza Pubblica, e provincia, anche Comitati CRI e ANPAS delle provincie limitrofe hanno fornito questo supporto.
Nello stesso tempo il gruppo Emergenze di Croce Rossa è stato attivato per fornire le disponibilità ad azioni mirate sul territorio. Nel giro di un paio di giorni sono partite le prime squadre di supporto all’emergenza idraulica, oltre a volontari operativi nei campi di accoglienza degli sfollati. In più il gruppo ha gestito svariate operazioni logistiche, come il trasporto e montaggio di locali adibiti a servizi igienici e docce, ed al trasporto di materiali vari, sia verso le zone alluvionate, che tra i vari centri coinvolti dall’emergenza. Nel tempo, il lavoro è proseguito nello stesso modo, fornendo supporto operativo al 118 nella Romagna fino a che è stato necessario, oltre al personale impegnato nella Cucina di Emergenza Barilla, nell’aiuto a liberare le case da acqua e fango, nel trasporto di materiale vario. Un’operatività a 360 gradi coordinata dalla Protezione Civile e dalla nostra Sala Operativa Locale, che funge da cardine fondamentale per organizzare le squadre sul campo.
Siete entrati in contatto con le persone sfollate o colpite dagli eventi estremi? Che cosa avete, umanamente, raccolto?
Un vero e proprio turbinio di emozioni. Questa risposta semplice racchiude la realtà di ciò che è stato vissuto sul campo. Durante le varie operazioni in Romagna siamo venuti in contatto un po’ con tutte le persone sul posto, dagli sfollati nei campi ai soccorritori, dai volontari “civili” giunti spontaneamente sul posto a chi è rimasto nella propria casa. Le emozioni sono state tante e travolgenti. Fin da subito i più giovani hanno trovato nei nostri volontari un punto di riferimento, perché in mezzo a tanto fango, avevano bisogno e voglia di ritrovare un sorriso, e con Alberto M. e Mariella, per esempio, hanno trovato ciò di cui avevano bisogno, ridendo e scherzando assieme a loro e dimenticando per un po’ la situazione critica che stavano vivendo. Oppure come Martina, una giovane ragazza arrivata al campo di Sant’Agata sul Santerno che ha immediatamente legato con Alberto S., Chiara M. e gli altri volontari in servizio, arrivando a chiamare Alberto “nonno” e definendo la Croce Rossa “una seconda famiglia”. O ancora Adolfo, scappato di casa al primo allarme e che solo dopo tanti giorni è tornato alla propria abitazione accompagnato dai Vigili del Fuoco. Ad accogliere lui ed il personale di soccorso c’era anche la vicina di casa di 94 anni, spirito di una ventenne, che ha voluto abbracciare i presenti raccontando loro l’esperienza vissuta durante l’alluvione.
Resta impressa nella memoria la gente. La grande determinazione di tutti coloro che abbiamo incontrato ed il grande rispetto che hanno per noi e per tutti coloro che li stanno aiutando.
La memoria non può che tornare all’alluvione del Baganza del 2014. Avete trovato similitudini tra le due emergenze?
È difficile confrontare le due esperienze, gli scenari di distruzione in Romagna sono immensi e dobbiamo considerare che l’alluvione del Baganza è stata fortemente circoscritta rispetto a quella occorsa in Maggio in una zona così vasta. Oltre a questo va notato come l’acqua sia rimasta in molti paesi anche dopo che le precipitazioni sono terminate, causando un disagio ed una situazione via via sempre più critica. Sono due situazioni simili nella tipologia iniziale di evento avverso, ma che sul campo hanno assunto proporzioni completamente diverse. Anche questo aspetto è difficile da descrivere, il punto di osservazione è molto diverso a seconda di come si osserva un evento. Osservare le immagini che giungono dal posto rende difficile comprendere la gravità della situazione, la sua complessità.
Volendo trovare una similitudine importante, è nella forza delle persone. Sia di chi è giunto sul posto per portare aiuto e soccorso, sia di chi vive in queste zone, che si è immediatamente rimboccato le maniche per mettersi all’opera. La forza delle persone è sempre qualcosa che ti lascia sentimenti incredibili.
Sul sito della Croce Rossa di Parma, oltre alla raccolta fondi per dare aiuto alle zone alluvionate, si trovano anche pagine per fare donazioni per i rifugiati ucraini e per le vittime del territorio in Turchia e Siria. State riuscendo a raccogliere somme ingenti in questi casi? La rete di solidarietà si è attivata allo stesso modo per l’emergenza locale e per quelle invece, geograficamente, più lontane?
Essendo parte di Croce Rossa Italiana sosteniamo e supportiamo le campagne che il Comitato Nazionale istituisce per far fronte a queste emergenze. La reattività della Croce Rossa Italiana in queste situazioni è immediata ed altrettanto importante è la risposta della città e della provincia. Vicina o lontana che sia l’emergenza, abbiano notato come Parma risponda sempre “presente”. Come Comitato Locale ci coordiniamo con il Comitato Regionale e Nazionale per rispondere alle necessità specifiche e ci poniamo come punto di collegamento tra le aziende del territorio che vogliono effettuare importanti donazioni materiali ed il Comitato Nazionale che ne gestisce poi la logistica finale, come avvenuto per esempio in occasione di importanti donazioni di medicinali o di generatori di corrente.

