Il pane è un “must” nelle case degli italiani, ma quando si indurisce spesso lo buttiamo: ecco alcune consigli e ricette antispreco

Frisella, Pitta, Rosetta, Michetta, Pane carasau, Pane toscano, Pane di Matera, pane salato, pane con cereali, con noci, con semi di sesamo… Questi sono pochissimi dei tipi di pani che esistono in Italia e nel Mondo. Nelle tavole dalle Val d’Aosta alla Sicilia è difficile non trovare un pane che accompagna i contorni e i secondi piatti della nostra cucina, e anche se guardiamo all’estero possiamo contare numerosi tipi di pane, a partire della buonissima baguette dei nostri cugini francesi. Ogni regione italiana ha il suo pane tipico difeso gelosamente da chi lo porta in alto come “il migliore“: oggi proviamo a mettere da parte questo astio pluriennale e prendiamo atto del fatto che è capitato spesso, a molti di noi, da Nord a Sud, di buttare via il pane raffermo perché diventato troppo secco e irrecuperabile. Beh oggi vi proponiamo alcune semplici ricette in cui il pane è l’ingrediente principale e alcuni consigli per riutilizzarlo come alimento per altri piatti.

Partiamo dal fatto che chi ha animali domestici o meno (come le galline) può utilizzare il pane per cucinare ottimi pastoni con gli avanzi dei giorni precedenti, oppure sbriciolarlo per i volatili. Ma pensiamo a chi non ha un pollaio o a chi preferisce riutilizzare il pane riadattandolo in altre forme per nuovi piatti: in cucina è possibile utilizzare lo stesso cibo in diversi modi, cucinarlo con differenti cotture, ottenendo risultati buoni e vari; questo “trasformismo culinario” è applicabile anche al pane, il più semplice e basilare dei prodotti della nostra tradizione e della nostra dieta mediterranea. I dati dicono infatti che gli italiani spendono 8 miliardi di euro all’anno nel pane e che un individuo in media ne consuma 90 grammi al giorno; ma i numeri dicono anche che buttiamo il 18% del pane: questo dato possiamo migliorarlo.

Alcune ricette con il pane raffermo: come dare nuovo valore a crosta e mollica

Il pane tende già il giorno dopo l’acquisto a diventare secco e duro: questa nuova qualità possiamo però sfruttarla per nuove prelibatezze. In primis pensiamo a quanto è semplice preparare la pappa al pomodoroun capopopopolavoro – in pochi minuti: con il pane duro tagliato a tocchetti, cipolla, aglio, pomarola e basilico in mezz’ora abbiamo un primo piatto già pronto e gustosissimo. Mollica e crosta inoltre possono essere bagnati e strizzati per essere aggiunti a verdure fresche: la panzanella, o panmolle, è un’insalata estiva e leggera che porta firma italiana. Il pane può essere poi usato, per esempio, per creare l’impasto per gli gnocchi: dal Trentino arrivano i canederli, preparati con pane bianco raffermo, speck e erbette; oppure la mollica può sostituire le patate nei classici gnocchi del giovedì. Dal lago di Como arriva poi la miascia, una torta della cucina povera e contadina preparata con pare duro e frutta.

Oltre a queste vere e proprie ricette, dobbiamo pensare che il pane può essere usato anche come tocco in più per i nostri piatti. Infatti frullando la crosta si può ottenere il pangrattato, usato in svariate ricette, e le briciole di pane possono essere anche scottate in padella per diventare condimento per un piatto di pasta. Le fette di pane duro poi possono essere la base di diversi tipi di crostini da abbrustolire in forno e la mollica può essere mescolata con verdure, carne e pesce per formare l’impasto di polpette o per diventare il ripieno di verdure o altri alimenti imbottiti. Facendo lavorare la fantasia e adottando questi piccoli suggerimenti si può capire che è possibile aspettare prima di gettare via il pane, e che è semplice riusarlo per nuove ricette. Infine non va dimenticato che il pane del giorno dopo può essere recuperato semplicemente se bagnato leggermente sulla crosta e messo in formo: così ritornerà morbido e pronto per una nuova scarpetta.

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