Loris Borghi: ecco le intercettazioni: “Facciamo un blitz, blindiamo Allegri”
Dopo le dimissioni rassegnate ieri emergono le intercettazioni telefoniche a carico dell’ex Rettore Loris Borghi: “blinda” Allegri, con la complicità di Fanelli
Dopo le dimissioni rassegnate ieri emergono le intercettazioni telefoniche a carico dell’ex Rettore Loris Borghi: “blinda” Allegri, con la complicità di Fanelli
PARMA – Attese da buona parte del mondo politico le dimissioni di Loris Borghi sono arrivate ieri in mattinata. A distanza di nemmeno ventiquattr’ore emergono le prime intercettazioni che confermerebbero l’accusa di abuso d’ufficio. Il Rettore era già stato indagato nel 2016 per l’istituzione di un concorso ad hoc per la sua compagna Tiziana Meschi, ora implicata insieme a Fanelli e alla Barbagallo nell’indagine di omicidio colposo.
Ad inchiodarlo, questa volta, sono le intercettazioni delle telefonate intercorse tra il Rettore e il Primario di Seconda Anestesia Fanelli. Nel mirino degli investigatori c’è il concorso per la nomina di Massimo Allegri: Borghi non vuole perdere il ricercatore dell’Università di Pavia che progetta nanotecnologie per il dolore acuto che portano a corposi finanziamenti da parte dell’Unione Europea. Allegri invia allora il curriculum aggiornato. Con la complicità del Primario di Scienze Chirurgiche Pierfranco Salcuni, viene modificato il regolamento di Ateneo per i ricercatori a tempo indeterminato e Allegri è “blindato”. Nelle telefonate Borghi diceva a Fanelli: “Mi è venuta voglia di fare un blitz, il blitz si chiama Massimo Allegri“. E Fanelli confermava l’avvenuta modifica al regolamento con un sms spedito al Rettore nell’agosto 2015.
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