Ieri la processione da Isola e da Compiano per la benedizione del Taro: una tradizione che si ripete dal 1630

Dal 1630, anno in cui la peste bubbonica portata dai Lanzichenecchi e descritta anche dal Manzoni nei ‘Promessi Sposi’ arrivò in Italia, gli abitanti di Compiano e di Isola rinnovano il loro voto alla Madonna e a San Rocco. Anche ieri, prima domenica di luglio e data tradizionale per la benedizione delle acque, centinaia di persone hanno partecipato alla celebrazione. Compiano ed Isola erano due Paesi particolarmente esposti al contagio della peste bubbonica in quanto si trovavano sull’antica “Via del Sale” o “Compianaria” che collegava la Pianura Padana alla Riviera di Levante e che, pertanto, vedeva il transito di molte persone. Il 2 luglio 1639, giorno della “Visitazione” – antica sagra di Isola – i fedeli dei due Paesi si diedero appuntamento sulle rive del Fiume con il simulacro della Madonna e quello di San Rocco, promettendo di ripetere il rito ogni anno.

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I due paesi sono stati risparmiati dal contagio e, da allora, ogni anno il rito della benedizione delle acque del Taro si ripete. Le due lunghe processioni di fedeli partono da Isola e da Compiano, incontrandosi a mezzogiorno sulle acque del Taro per la benedizione. A benedizione avvenuta i fedeli immergono le mani nelle acque fresche del Taro: a detta di tutti le acque rimangono benedette e pure per dodici ore e vengono portate a casa per gli ammalati oppure conservate per periodi di calamità.

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