I dipendenti del supermercato ‘Vivo’ scrivono ad Alfieri: “Nessuna notizia sulla chiusura”

Continua il mistero del supermercato di via D’Azeglio: i dipendenti non sono stati informati della chiusura, ma i rifornimenti non arrivano da settimane

Continua il mistero del supermercato di via D’Azeglio: i dipendenti non sono stati informati della chiusura, ma i rifornimenti non arrivano da settimane

Hanno scritto una lettera i dipendenti del supermercato ‘Vivo’ di via Massimo D’Azeglio, in questi giorni al centro del clamore mediatico per la possibile apertura di una sala giochi. Hanno deciso di indirizzarla a Luigi Alfieri, candidato sindaco di Parma. “Vorremmo sottoporle – scrivono – la nostra situazione, affinchè ne tenga conto nella sua considerazione“. 

Qualche giorno fa i residenti erano in subbuglio. Lo sono ancora, considerato che dal Comune le risposte nel merito sono evasive. Il Consigliere Comunale Giuseppe Pellacini ha presentato un’interrogazione in Consiglio e da martedì aprirà una raccolta firma. Ha dichiarato di voler fare l’impossibile affinchè il supermercato rimanga aperto. Insieme a Roberto Ghiretti e alla Lega Nord di Parma scongiurano l’apertura della sala giochi, per diversi motivi, dal degrado alla ludopatia. 


Abbiamo ricevuto notizie non ufficiali – continuano i dipedenti – circa la chiusura del punto vendita il 15 dicembre. Dalla proprietà non c’è stata nessuna ufficialità. Ma gli scaffali sono vuoti e i rifornimenti non arrivano da settimane“. 

Come più volte rimarcato da residenti e politici locali, il ‘Vivo’ è un supermercato storico.  I dipendenti hanno visto cambiare diverse proprietà, ma “questo supermercato è anche un presidio per la legalità nel quartiere. La maggior parte dei clienti – continuano – sono anziani e giovani“. Un punto di riferimento, dunque, la cui perdita potrebbe creare scompiglio in quartiere. 

Vogliamo inoltre sottolineare il comportamento scorretto e privo di sensibilità umana tenuto dalla proprietà. Ben diciannove famiglie – spiegano nella lettera – sarebbero lasciate senza lavoro. Oggi ancora non sanno nulla. Davanti c’è solo il buio“. La richiesta dei dipendenti ad Alfieri è quella di “intervenire subito“: una domanda di aiuto esplicita. 

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