Festival dello Sviluppo Sostenibile: il connubio etica e ambiente
PARMA – “Casa comune”, “ecologia integrale” e “approccio integrale”, i concetti che aiutano a prendersi cura dell’ambiente
“Casa comune“, “ecologia integrale” e “approccio integrale“: i concetti che aiutano a prendersi cura dell’ambiente
PARMA – Prosegue il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Questa volta la conferenza, che chiude il Festival giunto alla sua ventiseiesima edizione, ha riflettuto sulla “Laudato si’: le potenzialità dell’ecologia integrale“. L’incontro, avvenuto presso la Casa della Musica, ha visto protagonisti Monsignor Pietro Ferri del Centro Etica Ambientale, Padre Giacomo Costa sj e Antonella Bacchiorri del Cirea Università di Parma.
“L’Enciclica non deve essere interpretata come un’Enciclica ‘verde’ ma deve essere vista in una prospettiva integrale che fornisce una lettura del mondo“, afferma Padre Costa, direttore della rivista “Aggiornamenti Sociali”. “Non per nulla Papa Francesco ha definito la cura dell’ambiente l’ottava opera di misericordia. La Laudato si’ – continua Costa – è un’enciclica che si pone nell’arena politica e sociale per dare un contributo al dialogo costruttivo, e per essere parte di un percorso che non può essere chiuso a compartimenti, ma in cui ognuno mette il proprio sapere“.
I concetti fondamentali e portanti della Laudato si’, si concentrano in: “Casa comune“, “ecologia integrale” e “approccio integrale“. Questi si riferiscono al mondo in cui tutti viviamo e di cui dobbiamo avere cura. “Basta guardare con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune“, continua Costa. “Mentre per approccio integrale si intende una visione in cui non si scinde la crisi sociale da quella ambientale“.
L’approccio integrale: uno stile di vita per migliorare sociale e ambiente
Soffermandosi sulla parola integralità , Padre Costa, riporta il senso secondo cui Bergoglio intende questa espressione: “Uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano vita a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico“. I sei capitoli dell’Enciclica rispecchiano infatti, le prospettive diverse per capire come affrontare la cura della casa comune.
Secondo padre Costa, per comprendere meglio sia l’Enciclica che la situazione, e quindi per affrontarla meglio, bisognerebbe non vedere il problema come una sfera in cui tutte le parti sono equidistanti dal centro, e quindi non esiste differenza, ma come un poliedro poiché “rappresenta il confluire di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità, cogliendo la sfida di costruire dei legami tra cose molto diverse e così bisogna fare anche nella società per non allontanare nessuno. Credo che questo paragone sia molto importante per capire anche che non bisogna pensarla tutti allo stesso modo, ma l’importante sarebbe capire come costruire un modo in cui stare bene insieme e come le diverse posizioni o visioni possano aiutare a stare bene gli uni con gli altri“.
Inoltre il padre gesuita, illustra dei percorsi di conversione ecologica che costituiscono dei piccoli gesti comuni che non devono essere circoscritti ai gesti di ogni singolo ma bisogna cercare di estenderli alla collettività. Motivazione per cui Costa asserisce che “è interessante vedere come Papa Francesco nell’Enciclica propone una strada che si costruisce tramite un percorso in cui ognuno può dare il meglio“.
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